Genoa-Udinese 2-2, Lasagna e De Paul rispondono a Romulo e Romero


GENOVA – Continua la maledizione dello stadio Ferraris, dove Juric, l’allenatore che Preziosi ha richiamato per la terza volta alla guida del Genoa, non vince dal 21 maggio 2017. Contro l’Udinese finisce 2 a 2 ed è un risultato che permette a Velazquez di salvare la panchina. Ma la notizia è che Piatek è rimasto per la seconda partita di fila senza segnare ovvero da quando il Genoa col cambio dell’allenatore ha variato modulo e ha rinunciato al trequartista (Pandev) a sostegno delle punte. In tribuna mancava il presidente Preziosi, bloccato da un Daspo di 40 giorni per una vecchia vicenda legata addirittura a Genoa-Venezia. A metà del secondo tempo la gradinata genoana ha scandito in coro. “Siamo tutti Stefano Cucchi”. E applausi quando è comparso lo striscione: “Ilaria Cucchi non mollare”.

Juric conferma la formazione che ha bloccato la Juventus e non potrebbe essere altrimenti dopo la convincente prestazione di Torino, Velazquez insiste sul 5-3-1-1 col quale aveva provato a fermare il Napoli. La grande novità è in porta: gioca l’argentino Musso e Scuffett va in panchina. Sono così 10 gli stranieri e sei quelli in panchina, ma evidentemente la vena di scopritore di talenti del presidente Pozzo non più quella dei giorni belli. Il primo tempo è un monologo del Genoa. In campo c’è una squadra sola e dopo venticinque minuti ci sono già tre giocatori dell’Udinese sul taccuino di Mazzoleni. La squadra di Juric raccoglie fin poco per quanto semina. Al 9′ c’è un’occasionissima per il piccolo Bessa che, dopo il gol alla Juve, può concedere il bis sempre di testa. Ma sul cross del difensore Biraschi, che fa indisturbato mezzo campo palla al piede, la mira non è perfetta e la palla esce sfiorando il palo. L’equilibrio si spezza al 32′. E’ senza senso l’uscita del portiere Musso su una palla che stava attraversando l’area senza particolare pericolosità. I tempi dell’intervento sono clamorosamente sbagliati e così il portiere che Pozzo ha pescato nel Racing Avellaneda non trova la palla ma Bessa. Impeccabile dal dischetto l’esecuzione di Romulo che spiazza il portiere con una finta e poi mette dolcemente la palla dalla parte opposta.

Deve fare qualcosa di più l’Udinese nel secondo tempo, in effetti la squadra friulana parte con un altro piglio ed è fondamentale, con l’ingresso di Ter Avest per Behrami, il cambio di modulo ed il passaggio al 4-4-1-1. Il gol dell’1 a 1 lo segna Lasagna che sul cross dalla destra di De Paul salta più alto di tutti e non dà scampo a Radu (65′). La reazione del Genoa è rabbiosa e soltanto un minuto dopo Bessa, con un gran tiro da fuori, costringe Musso in calcio d’angolo. Sul corner del giocatore brasiliano è il giovane difensore Romero che va in rete (67′). Sono vibranti le proteste dei giocatori dell’Udinese per una spinta che però non c’è né per Mazzoleni né per l’addetto alla Var Banti. Il gol del definitivo 2 a 2 è di De Paul con una magia alla Del Piero: palla a rientrare all’incrocio. E per Radu non c’è davvero niente da fare (70′).
Romero, vent’anni, passa dalle stelle alle stalle in sette minuti. Fallo da dietro su Pussetto e Genoa in 10. Ora l’Udinese vuole addirittura vincere, ma Mandragora al terzo dei sei minuti di recupero calcia debolmente su Radu.  

Genoa-Udinese 2-2 (1-0)
Genoa (3-5-2): Radu 6 – Biraschi 6.5, Romero 6, Criscito 6 – Pedro Pereira 5.5, Romulo 6.5, Sandro 6 (26′ st Mazzitelli 5.5), Bessa 6.5 (40′ st Hiljemark sv), Lazovic 6 – Kouamè 6 (30′ st Gunter sv), Piatek 5.5. All. Juric
Udinese (5-3-1-1): Musso – Pussetto (40′ st Balic), Opoku, Ekong, Samir, Larsen – Fofana, Behrami 6 (18′ st Ter Avest), Barak 5.5 (34′ st Mandragora) – De Paul – Lasagna.
Arbitro: Mazzoleni 5. All. Velazquez
Reti: 32′ pt Romulo (rig), 20′ st Lasagna, 22′ Romero, 25′ De Paul
Note: espulso Romero, ammoniti Samir, Behrami, Opoku, Fofana, Biraschi, Romero, Kouamè e Mazzitelli. Spettatori 18.880, incasso euro 195.453.


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Mario Calabresi
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