Ginnastica, festa per i 150 anni senza Jury Chechi: ”Forse meritavo l’invito”


ROMA – La Federazione Ginnastica d’Italia compie 150 anni, ma alla festa per omaggiare questo glorioso traguardo non c’era Jury Chechi. Strano ma vero: il 49enne ex ginnasta, soprannominato “Il Signore degli Anelli” e oro olimpico ad Atlanta ’96, è stato escluso dalla cerimonia che si è svolta venerdì presso il Salone d’Onore del Coni.

“CI VEDIAMO AI PROSSIMI 150” – Chechi non l’ha presa affatto bene e si è sfogato, con grande signorilità e un pizzico d’ironia, sul proprio profilo twitter: “Auguri alla Fgi…Non sono stato invitato e mi spiace – si legge -. Immodestamente forse… ma penso di aver dato un buon contributo anche io. Va bè… ci vedremo ai prossimi 150!”.

Oltre all’oro di Atlanta, Jury ha vinto anche la medaglia di bronzo ad Atene 2004 (nei Giochi dove fu portabandiera azzurro) oltre a 5 titoli mondiali e 4 europei. Al Coni per i 150 della FGI c’erano invece il padrone di casa Giovanni Malagò, l’onorevole Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, l’onorevole Simone Valente, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai rapporti con il Parlamento e il cav. Gherardo Tecchi, Presidente della Federazione Ginnastica d’Italia.

MALAGO’: “GINNASTICA E’ STORIA” – “E’ una data così importante i 150 anni della Federazione Ginnastica d’Italia. Siamo felici di aver pensato con il presidente Gherardo Tecchi alle celebrazioni di questo evento. La storia del nostro paese è stata sempre accompagnata da quella della Federginnastica. La ginnastica è sempre stata avanti, è la base di ogni disciplina”, le parole di Malagò per omaggiare il compleanno della Federazione. Parola poi a Giorgetti: “Confesso la mia ignoranza, sono rimasto sorpreso quando ho scoperto che la Federazione Ginnastica d’Italia festeggiava i 150 anni di storia. Dalla ginnastica discendono tutte le altre discipline, perché insegna a conoscere se stessi e a comandare testa e corpo. Inoltre ha una funzione educativa e universale. Purtroppo non ha la ribalta mediatica che meriterebbe, ma è un bellissimo mondo”. Infine Tecchi: “Per me questo è un grande momento. La nostra è una storia che abbraccia tutto lo sport italiano, parte dai più giovani fino ad arrivare ai grandi campioni: da Franco Menichelli a Jury Chechi a Igor Cassina fino ai nostri atleti che competeranno per arrivare a Tokyo 2020. Se riusciranno a vincere tutte le medaglie vinte ai Giochi Olimpici del 1964, saremmo tutti felicissimi”.


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Mario Calabresi
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