Gli Usa hanno “l’aria più pulita del mondo”. Il tweet di Trump smentito dal fact checking


WASHINGTON. “America: l’aria più pulita del mondo – DI GRAN LUNGA”. La mappa pubblicata su Twitter da Donald Trump, diffusa dall’Organizzazione mondiale della Sanità, proverebbe che lui ha ragione a sminuire l’allarmismo sui cambiamenti climatici.

Il tweet arriva una settimana dopo il suo dietrofront riguardo alla questione. In un’intervista alla Cbs ha infatti corretto il tiro su quanto sostenne nel 2012, ossia che il clima impazzito era “una bufala”, affermando che non pensa che lo sia, ma che non sa “se la causa è umana”. E aggiungendo che il clima “potrebbe cambiare tornando indietro”. In ogni caso, ha sottolineato il tycoon, che è uscito dall’ accordo di Parigi, non intende perdere migliaia di miliardi di dollari e milioni di posti di lavoro.

Il grafico, pubblicato ieri da Trump su Twitter, “ha qualcosa di sbagliato”, scrive BuzzFeed News.

Primo punto: in basso a destra la scritta recita: il 91% della popolazione mondiale (nessuno negli Usa) è esposto all’inquinamento da polveri sottili al di sopra del livello massimo consentito. La frase tra parentesi sembra essere un’aggiunta di Donald. E qui sotto l’immagine della Who originale, recuperata dal sito americano.


Gli Usa hanno "l'aria più pulita del mondo". Il tweet di Trump smentito dal fact checking

da Who.int

“Corretta la mappa, ma i colori sono un po’ diversi”. Come ha commentato John Walke, continua il fact-checking di BF, ex funzionario dell’Agenzia per l’Ambiente e attualmente in forza presso il Natural Resources Defense Council (NRDC), l’affermazione secondo cui gli Stati Uniti sono totalmente privi di persone esposte ai livelli di inquinamento atmosferico, non è giusto.

Ci sono 45 città americane con livelli al livello suggerito dall’Oms di 10 microgrammi per metro cubo. E secondo l’ultimo report dell’American Lung Association, mentre 11 delle 25 città più inquinate degli Stati Uniti hanno migliorato la qualità secondo gli standard statunitensi, tutte e 25 “non hanno rispettato gli standard stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Secondo punto: i dati della mappa non sono così recenti come ci vuol far credere il tweet di Trump. Il rapporto dell’Oms, intitolato “Esposizione all’inquinamento atmosferico ambientale per il 2016.” Quini non 2018. Nel 2016 c’era ancora Obama.

Non dimentichiamoci, ricorda infine il sito americano,  che negli ultimi due anni l’amministrazione Trump ha iniziato a revocare numerose regolamentazioni create per proteggere l’aria, compresi gli standard sull’inquinamento automobilistico.


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Mario Calabresi
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