Golf, Woods punge Mickelson: “Sono venti anni che mi teme”



LAS VEGAS – “Per oltre 20 anni sono stato nella testa e nei pensieri di Phil. Figuriamoci adesso, quando mancano solo pochi giorni all’incontro”. Parola di Tiger Woods, che fra meno di una settimana sarà protagonista della sfida con Phil Mickelson, il “match del secolo” come lo ha etichettato la stampa statunitense. L’atteso testa a testa è in programma il 23 novembre a Las Vegas, ma le schermaglie tra i due fuoriclasse americani del green sono ormai all’ordine del giorno.

STEPH CURRY PROPONE UNA SFIDA A TRE – Così Woods, intervistato da ‘The inside Nba’, non ha perso occasione per sferrare un attacco al grande rivale: “Mi teme e lo ha sempre fatto”. L’incontro, che verrà trasmesso in pay per view e metterà in palio 9 milioni di dollari da destinare in beneficenza, presto potrebbe allargarsi anche a una star della NBA: Stephen Curry. Tra i playmaker più forti di sempre, l’asso dei Golden State Warriors, grande appassionato di golf, attraverso un video su twitter ha lanciato la proposta. E adesso starà a Woods e Mickelson decidere se raccoglierla.

RSM CLASSIC: HOWEL III SEMPRE PIU’ LEADER – Prove di fuga, intanto, per Charles Howell III nel RSM Classic di golf, torneo del PGA Tour. In Georgia, a metà gara, l’americano con 128 (-14) vanta tre colpi di vantaggio su Jason Gare e Cameron Champ (entrambi secondi con 131, -11). Sei birdie e ancora nessun bogey per il 39enne di Augusta che insegue il terzo titolo in carriera sul massimo circuito statunitense. Howell III dovrà guardarsi le spalle anche e soprattutto da Champ, uno dei favoriti della vigilia e già vincitore in stagione del Senderson Farms. Il 23enne di Sacramento, tra i migliori prospetti a stelle e strisce, ha tutte le carte in regola per trionfare. Sul green del Sea Island Resort, quarto posto per Nick Watney (133, -9) e rimonta show di Webb Simpson passato dalla 65esima alla decima posizione al fianco pure di Ernie Els (136, -6). Passo indietro per Austin Cook, campione in carica, che con 139 (-3) è sprofondato dalla seconda alla 49esima piazza. Niente da fare infine per Jim Furyk (142, par): il capitano degli Stati Uniti nella Ryder Cup di Parigi è uscito di scena al taglio, caduto a 140 (-2), rimediando una inaspettata eliminazione.


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Mario Calabresi
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