Google Play Store, il negozio virtuale di Android rischia di diventare a pagamento


UN ABBONAMENTO mensile, sullo stile di Netflix, per scaricare qualsiasi applicazione. Gratuita, ovviamente, ma anche a pagamento. Potrebbe chiamarsi Google Play Pass e la volontà di lanciarlo nei prossimi mesi da parte di Mountain View parrebbe piuttosto verosimile anche perché corroborata da un’indagine riservata. Dal test sarebbe emerso che molti utenti selezionati potrebbero apprezzare questa opportunità di accesso illimitato. Anche se il perimetro dell’abbonamento, per così dire, non è del tutto chiaro.
 
Nel dettaglio, il Play Pass dovrebbe offrire la possibilità di scaricare senza costi un certo numero di applicazioni e giochi ogni mese. Dunque potrebbe anche non trattarsi dell’interno catalogo del negozio, composto da milioni di programmini, ma di una pur ampia selezione che, altro problema, bisognerebbe capire come sarebbe composta. A scoprirlo la community di sviluppatori Xda e uno di loro, Kieron Quinn, che hanno individuato tracce di questo progetto proprio in un sondaggio lanciato sulla piattaforma Google Opinion Rewards. Secondo l’indagine, il Play Pass potrebbe offrire l’equivalente di “centinaia di dollari” di app e giochi per una tariffa mensile non specificata ma comunque abbastanza bassa. In grado di ingolosire gli utenti più vivaci e smaliziati.
 
Non c’è ancora alcuna indicazione concreta sui tempi né alcuna conferma su una simile modalità di fruizione di app e videogame che tuttavia sarebbe del tutto in linea con le logiche degli ecosistemi digitali: pagare una cifra fissa per avere l’intera library a disposizione. O quasi. D’altronde al Play Store serve una corposa iniezione di redditività: alcuni studi spiegano infatti che il negozio del robottino verde non genera ricavi alla pari dell’App Store di Apple. Il che, considerando la sproporzione fra l’80% degli utenti mondiali che sfruttano dispositivi Android e il restante 20% Apple, è un elemento ancora più grave. Recuperare questo svantaggio, legando una parte degli utenti a un abbonamento mensile, potrebbe essere una strada per fare più soldi. In casa e nei confronti degli sviluppatori.

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Mario Calabresi
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