Harington giovane divo in crisi per Dolan – Film


 (ANSA) – ROMA, 27 GIU – Un giovane attore di grande fascino, diventato un divo globale grazie a una serie televisiva fantasy (niente draghi come ne Il trono di spade, qui si parla di un ragazzo dotato di poteri ‘magici’): un personaggio non troppo lontano, sotto questo aspetto, dal suo interprete, Kit Harington, protagonista di La mia vita con John F. Donovan, in sala dal 27 giugno con Lucky Red. E’ il primo film in lingua inglese dell’enfant prodige Xavier Dolan, e quello finora che per l’attore/regista canadese, è stato, come lui stesso ha raccontato, il suo più complesso da realizzare. Nel cast fra gli altri, Susan Sarandon, Jacob Tremblay, Natalie Portman e Katie Bates. La storia ruota intorno all’innocente amicizia di penna (non si sono mai incontrati) tra la star Donovan e un suo piccolo fan, Rupert (Tremblay), bambino, ai suoi inizi come attore, cresciuto da una mamma single. Una strada di dialogo onesto da parte del giovane divo, che nel proprio quotidiano, invece, dice molte bugie, per nascondere la sua omosessualità. Una scelta dettata dalla paura di perdere la carriera hollywoodiana, che l’ha anche portato a un matrimonio di facciata a una crescente inquietudine.
    Come sempre Dolan (che al contrario di John non ha mai nascosto di essere gay), unisce alla storia elementi autobiografici: dall’aver realmente scritto da bambino una lettera a un divo (era Leonardo DiCaprio e pare non gli abbia risposto), al rapporto primario dei protagonisti con le madri.
    Qui ce ne sono due impegnative: quella di Rupert, Sam (Portman) che soffre per aver rinunciato ai propri sogni e l’intensa e a volte incontrollabile Grace (Sarandon), mamma di John. Il nucleo drammatico della trama arriva con la scoperta da parte di una testata di gossip, della corrispondenza fra John e Rupert: una ‘notizia’ che sconvolge il mondo della star. Rupert ormai attore adulto (Ben Schetzner) ripercorre anni dopo la vicenda del suo idolo con una giornalista (Thandie Newton) e pronuncia le tre domande che Dolan rivolge a se stesso e a tutti noi: Cosa dovremo sapere di un artista? Cosa dovrebbe rivelare di se stesso? E perché ci interessa?.
    Il viaggio emotivo che qui ci propone il cineasta è discontinuo: montagne russe, tra grande coinvolgimento e passaggi a vuoto, ‘figlie’ dei continui rimaneggiamenti della sceneggiatura e del montaggio, che hanno anche portato il regista eliminare completamente il personaggio dei una ‘cattiva’ interpretata da Jessica Chastain. La critica Usa ha in gran parte demolito La mia vita con John F. Donovan, giudicandolo troppo manieristico e superficiale, ma il regista, pur ammettendo le tante difficoltà in fase di realizzazione è contento del risultato finale: “Il film passa dal tema dello show business a un’analisi più privata della vita quotidiana di un giovane uomo che lotta per diventare una grande star, per essere ricordato come un grande attore, e che allo stesso tempo vuole vivere liberamente il suo sogno e la sua vita – ha spiegato -. E racconta di quanto sia difficile riuscire a fare tutto questo a Hollywood. Fondamentalmente la storia descrive come la celebrità cambia la vita privata delle persone e di come si affronta questa cosa a livello personale. È un film che tratta il tema della celebrità in maniera molta intima”. Fra le curiosità, un bel cameo di un attore (chi sia lo lasciamo scoprire il pubblico), legato alla saga di Harry potter, di cui Dolan è grande fan e di cui ha doppiato per il Canada francese il personaggio di Ron interpretato da Rupert Grint.
   

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