Henry e i suoi fratelli, in panchina c’è una generazione di fenomeni



ROMA – Un passato da campioni e il presente in panca. Negli ultimi anni, in particolare tra il 2017 e il 2018, la precedente generazione di fenomeni del pallone è finita in gran parte sull’altro lato della luna, su una panchina. Thierry Henry è l’ennesimo caso, dallo staff tecnico del Belgio, arrivato in semifinale ai Mondiali russi, alla guida del Monaco, terz’ultimo in Ligue 1, in crisi tecnica dopo cinque anni al top in Europa. L’ex bomber dell’Arsenal – a lungo si è letto sui quotidiani inglesi che il suo sogno sarebbe allenare i Gunners – torna in Principato anche per un legame affettivo, la sua straordinaria carriera è partita, assieme a David Trezeguet, proprio dal Monaco. E il suo esordio da tecnico rafforza un dato statistico, un trend: dell’undici iniziale della finale dei Mondiali di 12 anni fa vinta dall’Italia sulla Francia sono finiti con un fischietto in bocca a bordo campo a dirigere gli allenamenti almeno 11 calciatori. Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Gattuso, Camoranesi, Sagnol, Vieira, Makelele, Zidane e appunto Henry. Tanti campioni che conoscono le liturgie del calcio ma con un capitolo nuovo da scrivere, anche perché il mestiere in più di una circostanza si è mostrato complesso.

Le attenzioni, le attese, sono tante. Ed è alto il rischio del cortocircuito. Sulla panchina del Milan siede da quasi un anno Rino Gattuso, ma prima di lui a Milanello è andata meno bene ad altri totem della maglia rossonera come Filippo Inzaghi, poi ripartito dalla Serie B a Venezia e di corsa a Bologna e prima ancora Clarence Seedorf, ora commissario tecnico del Camerun. E degli ex in casa Milan Andriy Shevchenko ci sta provando con la nazionale ucraina, Alessandro Nesta al Perugia, in serie B. Ma anche Keisuke Honda, ct della Cambogia. E Mark Van Bommel con il Psv Eindhoven, finito nel girone di Champions League dell’Inter.
 
LA COLONIA DEL REGNO UNITO – In poche settimane sono finiti in panca i due colossi di metà campo del calcio inglese del Duemila, Steven Gerrard ai Celtic Glasgow (ma anche lui sogna il ritorno a casa, nel suo caso ad Anfield Road..) e Frank Lampard al Derby County, con l’ex Chelsea che per cominciare si è anche preso lo sfizio di eliminare Josè Mourinho e il Manchester United in Coppa di Lega. E sempre in zona c’è Ryan Giggs, altro fenomeno dei Red Devils, che ora è il selezionatore tecnico del Galles. Mentre per ora è andata male a un altro pezzo della generazione del ’92 a Old Trafford, Gary Neville, durato poco a Valencia. Così come Roy Keane, vice allenatore della nazionale irlandese, dopo le esperienze da capo al Sunderland e Ipswich e da vice all’Aston Villa.
 
ALLEZ LES BLEUS – Tra i francesi campioni del mondo e pure campioni di Europa nell’arco di due anni, tra i Mondiali 1998 e gli Europei 2000, c’è Patrick Vieira al Nizza, dopo l’esperienza a New York nella Mls. Ma soprattutto Zinedine Zidane, il migliore in campo e per ora anche fuori, dando un occhio all’argenteria: tre Champions League in fila sollevate con il Real Madrid e ora in pausa, in vacanza, dopo essersi preso il lusso di scegliere di separarsi dai blancos. Anche se Didier Deschamps può esibire nel curriculum la Coppa del Mondo vinta in Russia con i bleus.


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