Huawei lancia il 5G: primo smartphone in arrivo fra un mese a Barcellona


PECHINO – In attesa del pezzo forte di primavera, il nuovo smartphone P30, Huawei ha servito nel corso di un evento al Beijing R&D Center della capitale cinese l’antipasto del Mobile World Congress, la grande fiera dedicata alla telefonia in programma il mese prossimo di Barcellona: il suo primo smartphone con un modem 5G integrato. Il colosso fondato e guidato da Ren Zhengfei, al centro di una delicata controversia internazionale, ha infatti calato il proprio asso per lo scenario delle prossime reti ultraveloci, il cosiddetto 5G che moltiplicherà per cento le prestazioni dei network 4G, dai 150 Mbps a 20 Gbps. Per godere del massimo delle capacità a disposizione, sempre più dispositivi dovranno essere in grado di collegarsi alle nuove reti, quando saranno pronte, e per farlo hanno bisogno di un diverso modem integrato nel SoC, cioè nel chip che costituisce il cuore di ogni gadget connesso.
 
Le possibilità sono pressoché sterminate: per esempio nel controllo remoto delle macchine industriali e no, magari i robot di emergenza, nei videogame, nello streaming ad altissima risoluzione (8K), per i droni, nella telemedicina, nel fitness e nella salute, nelle soluzioni che servono per le smart city e così via. Senza dimenticare realtà virtuale e soprattutto aumentata.
 


Huawei lancia il 5G: primo smartphone in arrivo fra un mese a Barcellona

Richard Yu, Ceo del Consumer Business Group, la divisione dedicata ai dispositivi mobili, ha spiegato che Huawei è in assoluto l’azienda che ha investito di più nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie 5G. In termini generali, nel 2018 il CBG ha consegnato 200 milioni di dispositivi in tutto il mondo per 52 miliardi di fatturato sui 100 complessivi della grande famiglia Huawei. La quota di mercato negli smartphone più costosi, quelli sopra i 600 dollari, è salita del 10% in 25 Paesi. Il P20 presentato meno di un anno fa ha per esempio venduto 17 milioni di unità in tutto il mondo, il nuovo Mate 20 Pro già 7,5 in appena tre mesi. Anche Honor, il brand giovane che ha appena svelato il modello View 20 con la maxifotocamera da 48 Megapixel e lo schermo forato, è cresciuto moltissimo: +170% nei mercati fuori dalla Cina. Si vola anche oltre gli smartphone con 100 milioni di dispositivi distribuiti nel 2018:+14% per i tablet, + 335% per i laptop, +120% per gli indossabili.
 
Tornando a stringere sul fronte del 5G, a Pechino si è appunto visto il nuovo Balong 5000. Si tratta, stando alle parole del capo del gruppo, del “modem 5G più potente del mondo”. Contrariamente allo Snapdragon X50 visto il mese scorso alle Hawaii, il piccolo modem che arricchirà i chipset cinesi consentirà la connessione dello smartphone su le reti disponibili, dal 2G in su. Bisognerà capire quali dei prossimi modelli ne saranno equipaggiati. Raggiunge velocità di download da 4,6 Gbps e in upload di 2,5 Gbps ma le prestazioni di picco nei sistemi a onde millimetriche salgono ancora di più, fino a 6,5 in download. Auto autonome, città intelligenti, case connesse, oggetti intelligenti, macchinari: tutti questi elementi della nostra vita quotidiana e industriale possono ora comunicare fra loro, e con i dispositivi attraverso i quali li controlleremo, con una rete estremamente più veloce.
 
Spazio anche per un nuovo router Wi-Fi 5G, il Huawei 5G CPE Pro, che appunto integra il nuovo Balong 5000, e soprattutto lo standard Wi-Fi 6, sigla sintetica per lo standard Wi-Fi 802.11 in grado di far viaggiare i dispositivi che vi si collegano fino a 4,8 Gbps e concedere loro un accesso multidispositivo più rapido di quattro volte rispetto agli altri router. Le antenne integrate sono più piccole del 20% per una capacità di copertura che sale del 30%. Fra l’altro, il 5G CPE Pro supporta il protocollo Hilink per collegare i gadget prodotti dai più diversi partner, dalle videocamere agli speaker, con un solo tocco. Migliorano anche le stazioni base per il 5G – ne sono già state vendute oltre 25mila in tutto il mondo, al World Economic Forum di Davos il vicepresidente Hu Houkun ha spiegato che l’azienda ha già costruito reti in 10 Paesi e l’anno prossimo le ultimerà in un’altra ventina – e le infrastrutture dedicate a questo genere di reti, che sono sempre più versatili, cioè guidate dall’intelligenza artificiale che consente una gestione sostanzialmente autonoma dei network, e semplici da installare (elemento non secondario, visto che lo sviluppo non procede esattamente con rapidità).

Si chiude con una promessa: gli smartphone 5G del gigante di Shenzhen sono dietro l’angolo. A Barcellona dovrebbe infatti vedersi un telefono che all’ultimo microchip Kirin 980 integrerà appunto il nuovo modem Balong 5000. Con ogni probabilità una versione 5G del Mate 20 Pro.


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Mario Calabresi
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