In Antartide c’è uno strano iceberg quadrato



TRA  le migliaia di pezzi di ghiaccio alla deriva dalla piattaforma antartica, uno ha attirato la curiosità e l’attenzione dei ricercatori della Nasa e, a cascata, degli utenti sui social network. Un iceberg con una forma a dir poco peculiare. Non solo è piatto come un biliardo, ma le sue pareti sono verticali e i suoi angoli appaiono perfettamente retti. Insomma, una gigantesca tavola che si è staccata dalla banchisa e ora galleggia nell’oceano.

Gli scienziati della Nasa che partecipano alla operazione Icebridge, la ricognizione annuale dell’Agenzia spaziale americana che studia le dinamiche dei ghiacci all’estremo sud, lo hanno fotografato durante uno dei sorvoli sulla penisola antartica. In poco tempo, la foto ha totalizzato migliaia di condivisioni e like su Twitter perché sembra davvero il lavoro preciso di un taglio laser.

•ICEBERG TABULARE
Sembra un’opera artificiale, ma non è stato l’uomo, né gli alieni. Siamo abituati a immaginare gli iceberg come montagne di ghiaccio che galleggiano sul mare, nascondendo al di sotto del pelo dell’acqua il 90% della loro massa. Ne esistono però di diversi tipi e la classificazione più comune riguarda proprio iceberg come questo. Si tratta di un iceberg tabulare: superficie piatta e fianchi molto ripidi. La peculiarità di questo riguarda semmai il taglio così preciso dei suoi angoli. Nella foto Nasa se ne vedono due e sembrano perfettamente retti. Tuttavia non si vede l’altra estremità, che potrebbe nascondere irregolarità più corrispondenti con la dinamica di un evento naturale.

Secondo Kelly Brunt, glaciologa della Nasa “quello che lo rende un pochino inusuale è il fatto che sembri perfettamente quadrato – ha detto in un’intervista a LiveScience – è come quando un’unghia cresce troppo e si spezza, spesso (i frammenti, ndr) possono essere rettangolari e geometrici”.

In quanto a dimensioni, non se ne conosce la lunghezza, mentre la larghezza sarebbe stimabile in un miglio circa, poco più di un chilometro e mezzo. Si tratterebbe comunque di un iceberg nuovo di zecca, appena staccatosi dalla piattaforma di cui faceva parte, probabilmente la Larsen C, questo spiegherebbe gli spigoli vivi e le pareti “a piombo” ancora non intaccate da vento, precipitazioni e azioni dell’acqua marina.

•LA PIATTAFORMA AL COLLASSO
Larsen C è una delle aree più monitorate dell’Antartide per quanto riguarda il distacco dei ghiacci. Nel luglio 2017 proprio da qui si staccò A-68, uno dei più grandi iceberg mai documentati, con 5.800 chilometri quadrati, più esteso dell’intera Liguria, che ora sta prendendo il largo, con molta riluttanza, nel mare di Weddell, spezzandosi in miriadi di pezzi più piccoli.

Questa è una zona molto delicata e tenuta particolarmente d’occhio perché, anche se questi iceberg non contribuiscono all’innalzamento del livello dei mari, visto che già galleggiano quando sono ancora attraccati alla piattaforma, liberandosi in maniera massiccia, come sta succedendo, tolgono il “freno” allo scivolamento dei ghiacciai che poggiano sul continente. E questi ultimi sì, arrivando all’oceano, contribuirebbero in maniera consistente alla crescita degli oceani.

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Mario Calabresi
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