Indonesia, in arrivo gli aiuti umanitari dalla Caritas e dall’Unicef nelle zone devastate dallo tsunami


JAKARTA – Non può che essere definito un vero e proprio miracolo quello accaduto nell’Indonesia colpita dallo tsunami devastante: un bambino di 5 anni, Ali, è stato salvato dopo essere rimasto per 12 ore nell’auto intrappolata sotto gli alberi caduti. Come ha raccontato un poliziotto su Instagram, i soccorritori si sono avvicinati alle macerie e hanno cominciato a rimuovere rami e altri detriti dall’auto quando alla luce delle torce hanno visto la faccia del piccolo che piangeva disperato. Sopravvissuto alla furia degli elementi, sporco di fango e terrorizzato, Ali è stato tirato fuori dall’auto, mentre la folla attonita scattava foto. Non è chiaro, riferisce il Daily Mail, se assieme a lui nell’auto ci fosse qualche altro sopravvissuto. Intanto si apprende che il sistema di allarme nelle zone devastate dall’eruzione del vulcano ad Anak Krakatau, isola vulcanica, emersa 90 anni fa, attorno al vulcano Krakatoa (“il bambino”, in indonesiano) e dal successivo tsunami “non è operativo dal 2012”, a causa della scarsità di fondi, da atti di vandalismo e da problemi tecnici. Lo ha rivelato il portavoce dell’Agenzia per la gestione dei disastri, Sutopo Purwo Nugroho. Lo tsunami ha colpito le spiagge 24 minuti dopo l’eruzione del vulcano che lo avrebbe scatenato.

Il sistema umanitario si mobilita: la Caritas. Sono in arrivo pacchi cibo nelle zone del disastro. La Caritas di Tanjung Karang a Sumatra sta distribuendo cibo ai sopravvissuti: “sono già in distribuzione grazie ai volontari 700 pacchi, di cui 500 nella zona dell’ospedale della città di Lampung e 200 nel distretto di Kalianda. Il giorno di Natale altri mille pacchi di cibo saranno distribuiti”. Lo riferisce Yohannes Baskoro, responsabile della attività di Caritas Indonesia che sta coordinando gli aiuti nelle zone disastrate del Paese. “Da Caritas Indonesia – aggiunge Baskoro – stiamo preparando un team di aiuto e coordiniamo l’invio dei volontari Caritas dalle altre zone”. “In questi mesi abbiamo avuto già molte emergenze qui in Indonesia – sottolinea padre Ignatius Swasono, direttore ad interim di Caritas Indonesia – e questa, alla vigilia del Natale, ha colpito di notte sorprendendo tutti e non lasciando scampo. I nostri team sono già sul campo a raccogliere le informazioni che ci aiuteranno ad organizzare i nostri aiuti”.

Numerosisime le vittime. “Le prime distribuzioni di cibo e di generi di prima necessità – ha detto ancora Baskoro – sono già in corso. I morti sono molti, come dice il governo, ma per ora non possiamo confermare i dati. Caritas Indonesia sta coordinando l’intervento e porremo la sede dei nostri interventi nelle 3 parrocchie della zona di Cilegon, sull’isola di Giava. Facciamo appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà in Italia per aiutarci ancora una volta in questo momento di sconforto e paura perché il Natale possa portare speranza alle popolazioni colpite”. La Caritas italiana continua a seguire l’evoluzione dell’emergenza in coordinamento con Caritas Indonesia con cui collabora direttamente da più di 15 anni nel supporto alle numerose emergenze naturali che colpiscono ogni anno il paese (alluvioni, terremoti, incendi), ma anche in molti progetti di sviluppo per il rafforzamento della resilienza delle comunità locali”.

Il lavoro dell’UNICEF. Anche l’Unicef è sul campo, “per accompagnare le autorità nel valutare l’impatto dell’ultimo tsunami sui bambini, per garantire che siano al centro della risposta nazionale e che i loro diritti siano rispettati”. E’ quanto riferisce Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. L’Agenzia delle Nazioni Unite è presente stabilmente in Indonesia con uno staff operativo e con grande esperienza di interventi umanitari. “L’Indonesia – ricorda Iacomini – è stata colpita da frequenti terremoti e maremoti, l’ultimo dei quali è stato il terremoto e il relativo tsunami avvenuti a fine settembre 2018 nelle isole di Sulawesi e Lombok con oltre 2.200 morti e 1.075 dispersi”.
 


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Mario Calabresi
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