Inghilterra, Ranieri: “Perché al Fulham? Sono matto, mica stupido”


LONDRA – “Sono matto ma non sono stupido”. Per questo Claudio Ranieri è tornato. È tornato ad allenare nella sua amata Inghilterra, a Londra, dove ora affronterà l’ennesima avventura di una carriera lunga, imprevedibile e forse inimitabile. Lo aspetta un altro possibile miracolo: il Fulham è partito malissimo in Premier League, è in fondo alla classifica, e così qui nel quartiere tutti fantasticano un’altra impresa stile Leicester. 
 
“Scordatevelo proprio”, risponde netto Ranieri ai cronisti durante la sua prima conferenza stampa tenutasi allo stadio Craven Cottage sul Tamigi, nel quartiere di Fulham appunto, a pochi metri dalla casa londinese del 67enne allenatore romano. “Quella è stata una favola. Ora dobbiamo solo lavorare duro e provare a salvarci”. Ma prima torniamo a Leicester: la vittoria leggendaria della Premier League, il clamoroso esonero, la tragedia del presidente morto in un incidente aereo: “È stata un’emozione incredibile tornare. So di aver fatto cose meravigliose lì, ho ancora un legame fortissimo con la città, con i tifosi che hanno un cuore enorme. La tragedia del presidente mi ha sconvolto, anche io qualche volta ho preso quell’elicottero…”, ricorda Ranieri con la voce rotta dall’emozione. 
 
Di quella favola, Ranieri non ha alcun rimpianto: “Nessuno, prendo sempre il lato buono delle cose e lavoro duro, che per me è tutto nella vita. E comunque questa è la vita di un allenatore: se le cose vanno male devi cambiare l’allenatore, come è successo a me a Leicester. Bisogna accettarlo”. Ma i calciatori del Leicester, che in passato sono stati accusati di aver fatto licenziare il tecnico romano un anno dopo la vittoria in Premier, gli hanno fatto almeno gli auguri per questa nuova avventura? “Qualcuno sì..”, risponde sornione e con un sorrisino Ranieri, “sì, qualcuno mi ha mandato dei messaggi molto belli…”
 
Ma a Ranieri non piace parlare del passato: “Io guardo sempre avanti, il passato per me è esperienza, non ricordi. Sì, sono molto ambizioso, anche alla mia età: mi sento giovane perché assorbo energia dai miei calciatori e loro da me. Non devo dimostrare niente, perché credo di aver raggiunto il giusto equilibrio nella mia carriera. Ora sono felicissimo di essere tornato nel miglior campionato del mondo, dove c’è rispetto per tutti, spirito combattivo e qualità altissima”. Ma perché le piace così tanto la Premier? “Forse per la mia carriera da calciatore: non ero molto tecnico ma lottavo come un leone, ed è per questo che qui mi sento a casa”.
 
Stavolta, però, a 67 anni, la sfida è davvero dura. Il Fulham, dove ha preso il posto di Jokanovic che aveva voluto al Chelsea come giocatore, pare spacciato dopo la spettacolare promozione dell’anno scorso: “Non è vero, possiamo ancora salvarci, ricaricherò questi giocatori ma loro devono dimostrarmi di dare il massimo. Sono affascinato dalle imprese impossibili. Ogni avventura è differente, ogni sfida mi dà forza: ricordo a Parma, nel 2007, presi la squadra a febbraio, tutti i miei amici mi dicevano “ma tu sei matto, questi sono condannati alla B”. Invece ci siamo salvati all’ultima giornata. A Cagliari (1988-1991, dalla C alla A in due anni), alla prima stagione di serie A eravamo ultimi e abbiamo evitato la retrocessione con un turno di anticipo…”
 
La filosofia di Ranieri però, pure al Fulham che affronterà il Southampton tra dieci giorni (“e ne avrò solo due per preparare la partita dopo le nazionali”), sarà molto italiana: “Questa squadra prende troppi gol, ma adesso con me penseremo a difenderci meglio. Sono sempre dell’idea che sia meglio giocare peggio e vincere, che giocare bene e perdere come è accaduto al Fulham sinora. I giocatori dovranno capire la mia filosofia”. E lo faranno come durante il famoso patto della pizza a Leicester con i calciatori’? “Qui la pizza non basta”, ride Ranieri, “serve molto di più! Comincerò a portarli al McDonald’s, stavolta servono gli hamburger”. Ma quando tornerà Ranieri in Italia oppure in un grande club in Europa? “Non lo so e non so perché sinora non è successo. Dovreste chiederlo ad altri”. 

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Mario Calabresi
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