Inter, dalla Champions in bilico e Nainggolan: le spine di Spalletti


LONDRA – Ma in sostanza, ora che siamo a dicembre, cosa ha offerto all’Inter Radja Nainggolan, l’acquisto più costoso dell’estate, 40 milioni sull’unghia per portarlo via alla Roma? E’ una delle domande che volteggiano sull’ambiente nerazzurro dopo la sconfitta di Londra, già la quinta in 18 partite ufficiali, che condanna tutti all’attesa degli ultimi 90 minuti, ossia di Inter-Psv e Barcellona-Tottenham, per capire se la qualificazione agli ottavi di Champions sarà possibile oppure no. Scenario radicalmente cambiato rispetto a poco meno di due mesi fa, all’indomani della vittoria di Eindhoven. L’inizio dell’avventura europea era stato esaltante, ma aveva illuso. Sei punti nelle prime due partite, la qualificazione agli ottavi sembrava a un passo. Contrordine. I tre incroci con Barcellona (due volte) e Tottenham (in trasferta), cioè il nocciolo duro del girone, hanno portato solo un punto, e condannato l’Inter a non dipendere da se stessa, perché ora è formalmente terza, anche se a pari punti col Tottenham. “Ci fidiamo di Messi”, ripete furbo Luciano Spalletti nel dopo-Tottenham, e in effetti una sconfitta del Barcellona in casa, anche se i blaugrana sono già qualificati come primi nel girone, di solito è poco pronosticabile, infatti in Europa non si verifica da oltre 5 anni, da un Barcellona-Bayern Monaco 0-3 in semifinale nel 2013. Né è ipotizzabile uno scarso impegno al Camp Nou dei catalani, non sono i tipi, tra l’altro hanno pure lo stesso sponsor tecnico dei nerazzurri. Posto che comunque l’Inter dovrà battere il Psv Eindhoven a San Siro per sperare nell’aiuto di Messi, la sconfitta di Londra rimane pesante, e in qualche modo chiama in causa Luciano Spalletti, che col Tottenham ha rimediato l’ottavo rovescio in otto partite giocate in Inghilterra con le sue squadre. Almeno per due ordini di motivi. Il primo è che l’atteggiamento generale della squadra non è sembrato il massimo dal punto di vista dell’intensità di gioco, e della capacità di reagire alle difficoltà, anche se la maggior parte della critica ha visto una squadra tutto sommato sfortunata, che però aveva tenuto il campo. Invece probabilmente è stata un’Inter troppo piatta e senza variazioni, troppo preoccupata di tenere lo 0-0 e poco di impensierire Lloris, infatti il primo tiro in porta è arrivato dopo 70 minuti, troppo rattrappita e ingolosita dall’idea che un pari sarebbe bastato per qualificarsi, anche se nella ripresa era uscita più dal guscio.

Sull’atteggiamento troppo conservativo, e sul fatto che neppure stavolta si sia visto in campo Lautaro Martinez, neppure quando l’Inter era andata sotto nel punteggio, si sarebbe espresso in toni molto duri il papà di Lautaro, con un’imprecazione in un tweet (“Cagon”) seguita da una frase come “continua così e finirà la tua fortuna”, tutte cose che facevano pensare a un riferimento a Spalletti, e il dubbio rimane legittimo, perché poi il signor Martinez ha opportunamente, ma tardi, cancellato le prove. L’altra questione, che va facendosi scottante, riguarda ormai Nainggolan. E’ stato sostituito al 44′ del primo tempo, quasi per disperazione, visto che la sua prova era stata impalpabile. Dicono che abbia accusato un problema alla caviglia che poi gliene ha provocato uno di natura muscolare, insomma appoggiava male il piede a terra e la cosa alla lunga ha pesato. Quindi in sostanza si apprende che il belga, che di infortuni di varia natura ne ha accusati già tre da inizio stagione, è andato in campo a Londra in condizioni non così ottimali, anzi addirittura non riusciva a camminare e a correre bene. Fosse davvero così, ma stentiamo a crederlo, ci sarebbe stato un errore di valutazione piuttosto evidente nel mandare in campo Nainggolan, da parte sua, da parte dello staff medico e pure di quello tecnico, insomma un colossale errore collettivo.

Di sicuro sul terreno di Wembley il Ninja è sembrato da subito a disagio, proprio fino dai primissimi minuti, era evidente che non fosse in condizione, svuotato di tutto. Allora può essere stato un errore anche tenerlo in campo fin quasi alla fine del primo tempo. Insomma intorno alla figura di Nainggolan non tutto è stato gestito al meglio, e commettere errori mentre si giocano partite decisive di Champions League non è mai una buona idea. Quanto a Nainngolan stesso, è opportuno per lui e per l’Inter che il ragazzo si svegli davvero, e si metta a disposizione del club con tutti i sentimenti. Magari le intenzioni sono buone, ma sono gli esiti a essere poco convincenti. Da quando è arrivato, in luglio, il giocatore si è infortunato troppo spesso, e di fatto sabato scorso, quando è riapparso in campo contro il Frosinone, era al suo quarto rientro da un incidente, quindi quello di Londra sarebbe il quarto infortunio stagionale. Dopo quattro mesi di stagione, si tratta di un bilancio preoccupante. E Spalletti sul Ninja ha puntato moltissimo, visto che è stato l’acquisto più costoso del mercato interista. Ora che siamo entrati nel cuore del cuore della stagione, sarebbe meglio per l’Inter che non si verifichino più amnesie di sorta. Intanto conviene sperare in Messi e i suoi fratelli, e se non altro si può dire che siano speranze ben riposte.     
 
 


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Mario Calabresi
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