Inter, Spalletti: “Vogliamo vincere contro chiunque. La Juve non è solo Ronaldo”



MILANO –  “Stiamo bene ma sarà una gara difficile. E’ dura acchiapparli ma tutto dipende da noi”, l’esordio di Luciano Spalletti alla vigilia della sfida contro la Juventus in programma domani sera a Torino, dove non ci saranno Nainggolan e Dalbert. “Non sono a disposizione”, la conferma del tecnico dell’Inter, che sugli avversari afferma: “La Juve non è solo Cristiano Ronaldo”.

C’è più curiosità per scoprire il vostro livello o ci sono più certezze di poter battere la Juve?
“Noi ci presenteremo per vincere contro ogni squadra. Mi porto però dietro più certezze, la squadra cresce e diventa sempre più completa come atteggiamento in partita. Ultimamente abbiamo fatto delle buone gare, manca ancora un po’ di attenzione in qualche momento particolare della partita ma siamo un’ottima squadra sia per livello dei calciatori che per il modo di giocare in campo”.

Quanto si gioca tra domani e il Psv l’Inter?
“Non sono momenti da mettere insieme. Si gioca molto in tutta la stagione. Dobbiamo percorrere la strada passo dopo passo. Dobbiamo essere convinti che chi ci sta davanti non sia così forte e bravo da indurci a non fare il nostro percorso, si va dritti per la nostra strada”.

C’è la convinzione diffusa che in Italia si gioca solo per il secondo posto…
“Per quanto mi riguarda non è finita quando perdi una partita, ma quando non ci provi. Poi è chiaro che in classifica c’è una distanza importante. E’ difficile prenderli, e questa è la brutta notizia. Quella bella è che il primo passo per poter accorciare la distanza dipende da noi”

La partita contro la Juventus sembra più abbordabile ora rispetto alla scorsa stagione quando la classifica vedeva l’Inter avanti…
“Ogni anno la Juventus prova a mettere un calciatore nuovo per fare la differenza rispetto all’anno precedente. Tre anni a Roma e dopo sei mesi ci vennero a prendere Pjanic. L’anno scorso avevamo Cancelo, uno dei terzini più forti del campionato. Ce l’hanno preso. Hanno preso Higuain al Napoli. Sono dettagli importanti nella crescita di una società. Quest’anno ha messo dentro campioni del livello di Cristiano Ronaldo, penso che la mentalità che può portare nello spogliatoio sia incolmabile. Quella è la sostanza della differenza, noi abbiamo fatto il nostro percorso. Dobbiamo giocare queste partite in cui bisogna scendere in campo con personalità e carattere. Quel che ho visto nelle ultime partite è un segnale importante”.

Che effetto le fa sapere che gli italiani, juventini a parte, tiferanno perché l’Inter fermi la Juve?
“Non mi fa effetto e non mi dà nessun vantaggio sapere che tutta Italia, tranne gli juventini, tiferanno per l’Inter domani”.

Come si ferma Cristiano Ronaldo?
“La Juve non è solo CR7, è una squadra fatta da calciatori forti in ogni reparto. C’è GC3, ovvero Giorgio Chiellini, uno fenomenale che fa reparto da solo. Ha una mentalità e forza e professionalità incredibile. Ciò che diventa fondamentale è il collettivo, la squadra. E’ il gruppo che ti porta in fondo, e noi siamo forti.

Cosa si aspetta dalla sfida contro la Juventus?
“Questi sono i banchi di prova in cui si può andare a vedere se sei pronto. Loro hanno potenzialità, hanno forza. Non bisogna pensare a quella che sarà la loro mossa senza limitarsi nel comportamento”.

In cosa pensate di poter essere superiori alla Juventus?
“Visti i punti di differenza che ci sono ogni cosa sembrerebbe presunzione e non voglio far passare questo. Però l’essere squadra in maniera continuativa è quel che può mettere in difficoltà la Juventus. Se riusciremo a prendere campo ed essere un blocco squadra per 90′, togliendo spazio per pensare alle giocate, gli possiamo creare dei problemi. Dobbiamo essere bravi a giocare con blocco squadra, coraggio, personalità. Già che ci siamo teniamo sotto controllo gli specchietti retrovisori che sono importanti anche quelli”.

Dovesse spiegare l’interismo a Marotta che consiglio darebbe?
“Mi aveva colpito una frase di Inter Campus: noi siamo fratelli del mondo. Sono andato a informarmi e l’origine è nell’atto costitutivo dell’Inter del 1908. ‘Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo’. Secondo me l’interismo è un po’ quello, guardare il cielo e verso il mondo. E Marotta è uno di quelli che è già proiettato per la sua provenienza e la sua carriera verso questo guardare in maniera profonda e distante”.
 

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Mario Calabresi
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