iOS12, GreyKey addio: gli iPhone sono a prova di polizia



LA PATCH originale non era perfetta. Così, il dispositivo utilizzato dalla polizia statunitense e da altre agenzie federali per sbloccare gli iPhone individuandone i codici, noto come GrayKey, ha continuato a funzionare. La toppa messa con la versione 11.4.1 del sistema operativo mobile all’inizio dell’anno non era dunque a prova di indagini e c’erano alcuni modi per schivarla. Adesso, con l’arrivo di iOS12 e già del successivo aggiornamento la faccenda sembra essere definitivamente risolta. Una recente indagine firmata da Forbes sembrerebbe infatti confermare come il nuovo ambiente della Mela renda inservibile GrayKey: qualsiasi dispositivo che monti l’ultima versione risulterebbe immune dalla magica scatoletta succhia-passcode.
 
Secondo Forbes al momento GrayKey riuscirebbe infatti a estrarre ben poco, dagli iPhone equipaggiati con iOS12. Solo metadati non crittografati sulle dimensioni dei file contenuti o sull’organizzazione delle cartelle, informazioni del genere piuttosto inutili ai fini delle indagini. Insomma, quella che è stata definita “un’estrazione parziale”.
 
Fra l’altro, non è molto chiaro neanche se questo blocco sia stato lanciato negli ultimi giorni o fosse già stato implementato a metà settembre, quando è arrivato iOS 12. Non è neanche chiaro quali sistemi Apple abbia messo in atto per blindare i suoi telefoni. Per esempio, un esperto forense interpellato dalla testata conferma che si potrebbe trattare di qualsiasi metodo, “da una migliore protezione del kernel a una più forte configurazione delle restrizioni di configurazione dell’installazione”. Anche fonti di polizia spiegano che la “valutazione è abbastanza accurata”, e cioè che GrayKey è sempre meno utile. Grayshift, la società dietro GrayKey, starà già pensando a un altro modo per infilarsi nel piccolo mondo chiuso della Mela.

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Mario Calabresi
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