iPhone XR, ne abbiamo visti di tutti i colori: la nostra prova



Potenza e funzioni da superchip
Cominciamo dal cuore. Dentro all’iPhone XR batte lo stesso processore a 7 nanometri montato sugli XS: l’A12 Bionic che Apple ha sviluppato per dare maggiore potenza agli smartphone presentati il 12 settembre scorso. E si vede: lo abbiamo provato per cinque giorni notando da subito che la velocità dei modelli XS c’è tutta, così come le prestazioni: dal face ID per sbloccare l’iPhone fino alla modalità ritratto, passando per tutte le funzioni che sfruttano il machine learning e la realtà aumentata per la quale Apple ha fatto da apripista. Nessun passo indietro, quindi, nonostante il suggerimento forse racchiuso nella misteriosa ‘R’ del nome.

Colori e schermo: un look tutto nuovo
Stesso hardware dunque, ma cambia il look. E non di poco, perché iPhone XR è disponibile in sei colori: bianco, nero, blu, giallo, corallo e rosso, ossia il [Product]Red i cui proventi andranno in parte alla raccolta fondi per la lotta contro l’Aids. Colori resi ancora più accesi dai materiali scelti: alluminio per la scocca e vetro super resistente sul retro (e profilo anodizzato) a esaltare le tonalità. L’iPhone XR si presenta con un display Lcd da 6.1’’, quindi poco più grande del XS (5.8’’) ma più piccolo di quello del Max (6.5’’) e ottimizzato per un 60% in più, – grazie a un sofisticato sistema di retroilluminazione – apprezzabile fino alla curvatura dei bordi. Uno schermo apprezzabile che, pur non essendo Oled, restituisce luminosità e colori vividi grazie alla tecnologia Liquid Retina sviluppata a Cupertino. Manca il 3D Touch, è vero, ma chi è ormai abituato al feedback aptico può trovarlo in alcune funzioni, ad esempio l’apertura della fotocamera dalla schermata Home.

Foto e video: la lente smart fa per due
Il comparto fotografico non delude. Una sola fotocamera al posto della doppia rendono l’XR unico nel panorama X, ma anche qui Apple non si tratta di guardare indietro: la fotocamera posteriore, con obiettivo grandangolare, resta da 12 Megapixel (apertura f/1.8) e rinuncia solo allo zoom ottico 2x, che ritroviamo invece su XS e XS Max, mantenendo però gli stessi effetti. Come il “bokeh” per controllare lo sfondo dando profondità ai ritratti. Abbiamo provato a scattarne diversi per confrontarli con le “nature morte”. Il risultato è che a malapena ci si accorge che l’intelligenza artificiale del XR è allenata per riconoscere i volti e non oggetti o animali. La qualità delle immagini resta alta anche negli scatti fatti durante il giorno, inquadrando oggetti inanimati e panorami, anche nei dettagli.

Un po’ diverso il discorso in condizioni di scarsa luminosità: al buio o in ombra la stessa foto scattata con iPhone XR perde qualcosa in definizione rispetto a quella fatta con XS. Va detto, comunque, che la tecnologia Smart HDR (già su tutti gli iPhone XS) aiuta a meglio definire l’effetto luce-ombra e la velocità di messa a fuoco permette di fotografare in un lampo.

La registrazione di video in 4K e HD 1080p, oltre al supporto Animoji e Memoji – vanno a completare le prestazioni del XR, smartphone che sembra pensato su misura per chi posta al volo Storie e selfie.

Lo sblocco vanta il sistema di autenticazione facciale più sicuro, grazie alla mappatura tridimensionale del volto, e che in effetti non ci ha mai tradito nei vari tentativi fatti, con e senza occhiali (con lenti da vista e da sole).

La fotocamera frontale da 7 Megapixel, con TrueDepth, è la stessa della gamma X, con sensore 3D per sbloccare il telefono e giocare con la realtà aumentata. Mentre per quanto riguarda il software, la modalità “Illuminazione ritratto” permette di giocare con la luce come in un vero studio fotografico e lo sfondo nero dell’effetto “Teatro” regala risultati immediati, che finora erano possibili solo con l’uso di photo editor come Photoshop.

Una carica no stop: merito della batteria
Tra una chat, un film scaricato su Netflix e le email di lavoro, il nostro iPhone XR non ha sofferto più degli altri. Anzi, la durata quotidiana della batteria da 2.942 mAh ci ha garantito circa un’ora di carica in più rispetto al XS, nonostante l’uso massiccio, senza quasi mai staccare dalla Rete. Il caricatore resta però quello di sempre, con una capacità limitata rispetto alla ricarica rapida di cui in realtà tutti gli iPhone X sono dotati.

Il XR è impermeabile, con certificato IP67 (1 metro di profondità, fino a 30 minuti) e il vetro a 7 strati di verniciatura, nonostante la sua allure, resiste agli schizzi d’acqua cui lo abbiamo sottoposto, e promette di farlo persino con tè e caffè caldi. Cosa che convince a lasciare in vista lo chassis da coprire, al massimo, con una cover trasparente che non mortifichi il colore, qualsiasi esso sia. Saranno gli utenti della Mela a decretare il successo del ventaglio cromatico, che nella storia dell’iPhone ha precedenti solo nel 5c. Il rosso sportivo che abbiamo provato su strada, dinamico e chic, dovrà comunque vedersela con il giallo, il più ambito nei preordini, insieme al più originale corallo.

Per quanto riguarda le gesture, XR mantiene le stesse che hanno segnato l’evoluzione dell’iPhone, dal X in poi: basta un tap per riattivare il dispositivo e si può scorrere verso l’alto per accedere alla schermata Home o verso il basso per far apparire le notifiche e il Centro di Controllo.

iPhone XR monta una NanoSIM e prevede una eSIM digitale, che però tra gli operatori italiani è prevista solo da Vodafone, esclusivamente per Apple Watch 4. Mentre il DualSIM resta appannaggio del solo mercato cinese. La connettività LTE è basata sulla stessa configurazione dell’iPhone X, con supporto 4G LTE, a differenza dei XS che possono vantare una comparto potenziato.

iPhone X è disponibile nei modelli da 64GB, 128GB – la capienza più ambita e interessante perché non non prevista per gli iPhone XS – e 256GB. Le consegne, fa sapere Apple, dovrebbero partire dal 29 ottobre. Con un andamento tutto da vedere, ma che potrebbe dimostrarsi più stabile rispetto a quello di XS e XS Max, soprattutto se è vero che – come anticipato dall’analista Ming-Chi Kuo – nei primi giorni di preordini la richiesta è risultata inferiore ai suoi “fratelli”, ma superiore a quelli di iPhone 8 e 8Plus.


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