Italia travolta dagli All Blacks, all’Olimpico finisce 3-66


ROMA – “Oi vita, oi vita mia”, canta l’Olimpico mentre suona la banda dei carabinieri. E poi ancora, un incoraggiante: “Iamme ià”. Gli azzurri avrebbero volute ascoltare il consiglio e scappare sotto la doccia: purtroppo sono stati costretti a rimanere in campo sino alla fine, senza neppure un ombrellino per ripararsi dal diluvio di mete avversari. E’ finita 3-66, 10 mete subìte e 0 fatte. C’è da chiedersi che senso abbia tutto questo, chi può trarre vantaggio da una partita del genere: non l’Italia, umiliata nel gioco e nel punteggio; nemmeno la Nuova Zelanda, perché quella di Roma è stata una passeggiata neppure troppo divertente. Meno di un allenamento. In più di un’ora di gioco siamo entrati 2 volte nei 22 avversari: ma davvero si può definire un incontro di rugby? Scommettevano che l’Italia avrebbe resistito nei primi 30 minuti, perdendo poi con uno scarto di 35 punti. Illusi. Dopo mezz’ora eravamo già sotto di 21 punti, nonostante un inizio un po’ pasticciato dei campioni del mondo. Sarà un bellissimo terzo tempo, si diceva una settimana fa. Però questa birra non ce la meritiamo.

UNA PARTITA INUTILE – All’inizio O’Shea ha chiesto una difesa in grande anticipo, Castello nelle mischie ordinate ha preso il posto di Allan per entrare di forza. Piccole alchimie tattiche di cui i neozelandesi non si sono nemmeno accorti. Si chiedeva all’Italia di essere più concreta in attacco: nel primo tempo lo è stata, segnando in tutte le occasioni in cui è entrata nei 22 avversari. Il problema è che è successo solo una volta, e Allan ha messo dentro una punizione. Gli errori in rimessa laterale, il ritardo cronico sui punti d’incontro, l’incapacità di guadagnare il vantaggio se non qualche volta con un forzuto Polledri. Inutile elencare errori ed omissione. Meglio citare quei pochissimi che si sono salvati: Tebaldi con l’orgoglio, Castello con i placcaggi.


Italia travolta dagli All Blacks, all'Olimpico finisce 3-66

IL “TAGLIO” DI TUIPULOTU – La Nuova Zelanda aveva esordito con sorprendente incertezza – 2 in avanti nei primi 5 minuti -, ma ripartiva da un errore in touche di Ghiraldini per andare in meta con Perenara. La mancata trasformazione di Barrett e la punizione di Allan, dopo un paio di buon ingressi di Castello, permettevano all’Italia di riportarsi sotto in un punteggio che dopo un quarto d’ora suonava interessante (3-5). E però molto presto gli All Blacks ribadivano di essere un gradino sopra a tutti dal punto di vista tecnico, prima ancora che fisico: il perfetto taglio nella corsa di Tuipolotu innescava la marcatura in mezzo ai pali di McKenzie.

GAUZERE, ANCORA TU – L’uscita per infortunio dell’arbitro irlandese Brace ci regalava Gauzère, che con l’Australia era stato abbastanza discutibile. Il francese rifiutava subito un calcio a favore degli azzurri, lo concedeva invece ai Blacks: il successivo possesso di palla si tramutava in un’altra meta di McKenzie, che bruciava in velocità Hayward. L’Italia saliva caparbia, ma perdeva l’ovale e i neozelandesi ripartivano micidiali sulla destra, lanciando in meta Jordi Barrett. La quarta, in poco più di mezz’ora. Il finale di tempo faceva proprio male: preciso cross di Beauden Barrett per il fratello Jordi, che saltava più in alto di Hayward a schiacciava l’ovale.

UN DILUVIO NERO –  L’esemplare percussione subìta all’inizio delle ripresa dal capitano Ghiraldini, cacciato indietro di diversi metri sul contatto, era un brutto segnale: e infatti prima segnava Laumape, poi Beauden Barrett che anticipava un’altra disgraziata rimessa laterale del tallonatore azzurro. In completa balìa degli ospiti e maltrattati da Fifita, gli azzurri  giocavano come potrebbero fare degli adulti con dei bambini: la terza segnatura di McKenzie, poi 20 minuti di quasi quiete prima di un’altra tripletta (Jordie Barrett, lanciato un millimetrico calcetto a seguire di Harris).

IL CALVARIO AZZURRO – Ad un minuto dal termine, quando gli azzurri recuperano un pallone sull’attacco Kiwi, qualche spettatore urla di gioia e vorrebbe un contrattacco. Altri, che hanno da tempo capito tutto, gridano: buttate la palla fuori, basta! Ancora una volta gli azzurri non obbedisco, provano a giocare: e naturalmente perdono l’ovale, e naturalmente gli All Blacks segnano. Con Jordie Barrett, poker. Oi vita mia. Finalmente l’arbitro fischia 3 volte. Meglio andarcene a casa, sì.

Italia-Nuova Zelanda 3-66 (3-31)
Marcatori: 8′ pt meta Perenara, 13′ cp Allan, 17′ meta McKenzie tr B.Barrett, 27′ meta McKenzie, 33′ meta J.Barrett tr B.Barrett, 41′ meta J.Barrett tr B.Barrett; 3′ st meta Laumape tr B.Barrett, 5′ meta e tr B.Barrett, 12′ meta McKenzie tr Mo’Ounga, 32′ J.Barrett tr Mo, Ounga, 41′ meta J.Barrett tr Mo’Ounga.
Italia: Hayward – Benvenuti, Campagnaro, Castello, Sperandio (10′ st Padovani) – Allan (15’st Morisi), Tebaldi (26′ st Palazzani) – Steyn, Polledri, Negri (30′ st Meyer) – Budd, Zanni (37′ pt Fuser) – Ferrari (19′ st Pasquali), Ghiraldini (19′ st Bigi), Lovotti (7′ st Traoré).
 Nuova Zelanda: McKenzie – Jordie Barrett, Lienert-Brown, Laumape, Naholo (14′ st Ioane) – Beauden Barrett (10′ st Mo’Ounga), Perenara (10′ st Tahuriorangi) – Read, Savea (7′ st Papalii), Fifita – Scott Barrett (19′ st Retallick), Tuipulotu – Laulala (13′ st Ta’Avao), Coles (19′ Harris), Tungafasi (19′ st Tu’Inkuafe).
Arbitro: Brace (Irl)


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