Juventus, Allegri: ”Caceres non è un ripiego. Pogba? Difficile che torni”


TORINO – La presentazione della trasferta di Roma contro la Lazio, secondo appuntamento del girone di ritorno della Juventus, avviene in contemporanea con le visite mediche di Martin Caceres, centrale deputato a sostituire il partente Benatia. “Felice per l’arrivo di Martin, mi spiace che Benatia abbia scelto di andare via” il bilancio di Allegri a pochi giorni dalla chiusura del mercato, comunque chiuso per la Juventus: nel periodo dei ritorni il tecnico gela i tifosi bianconeri su Pogba – “difficile che ritorni, molto molto difficile” – spostando l’attenzione sulla partita dell’Olimpico, “dove dovremo conquistare una delle vittorie che mancano per vincere lo scudetto”. Nonostante le assenze di Mandzukic, Barzagli, Pjanic, Benatia, Cuadrado e Khedira, il tecnico bianconero non si piange addosso, consapevole che “comunque a 11 giocatori ci arrivo, anzi addirittura a 15”: i dubbi riguardano lo schieramento a centrocampo, se scegliere una mediana a due o a tre.

Massimiliano Allegri, il fatto che Caceres torni per la terza volta vuol dire che è un giocatore fortemente voluto e non un rincalzo?
“Non è assolutamente un rincalzo ed è fortemente voluto. Benatia ha chiesto di andare via, ha fatto una scelta diversa dalle nostre intenzioni e la società l’ha accontentato. Insieme alla società abbiamo valutato i profili che potevamo portare qui alla Juventus e abbiamo avuto la fortuna che Caceres ha accettato e io sono molto contento. Martin conosce l’ambiente, è affidabile e va a completare un reparto già forte. Poi tra tre o quattro settimane avremo Barzagli e quindi siamo a posto”.
Ha inciso il suo essere polivalente?
“Martin è un giocatore che conosco e secondo me può dare tanto alla Juventus. Poi gli altri profili portarli qui a quattro mesi dalla fine della stagione tra imparare la lingua, vedere in che condizioni sono, passava troppo tempo. Caceres è un giocatore che, già quando è andato via dalla Juve, ho detto che valeva Barzagli, Chiellini e Bonucci. Può giocare a due nei due centrali, anzi credo faccia meglio quello che l’esterno ora. Poi è un positivo e avere ragazzi positivi in squadra è sempre molto importante e mi rende felice”.
Che partita si aspetta domani?
“Complicata. La Lazio  cercherà di battere per la prima volta una grande, speriamo non ci riesca domani. Le assenze non contano, 15 giocatori li ho, rientra Cancelo a disposizione, Mandzukic rientra col Parma, forse anche Khedira, Pjanic da lunedì si allena con la squadra. La Lazio è fisica, tecnica, come la Juve ha segnato tanto su palla inattiva e soprattutto in casa tira tanto in porta. Domani vorrà riscattare la sconfitta di Napoli, noi invece domani dobbiamo dare continuità, è importante per questo. Alla vittoria dello scudetto mancano ancora tante vittorie e ogni vittoria è un passo in più. Poi giocare a Roma all’Olimpico è sempre bello quindi bisogna fare una bella partita da tutti i punti di vista”.
Considerando che ha tre centrocampisti a disposizione come si disporrà a centrocampo?
“Le soluzioni sono giocare a due o a tre. Se giochiamo coi tre, spazio a Matuidi, Emre Can e Bentancur e poi uno tra Douglas Costa e Bernardeschi. Non scordiamo che mercoledì abbiamo una partita da dentro o fuori a Bergamo contro una squadra che ci ha sempre tenuto testa fisicamente. Poi abbiamo Kean, Cancelo che a gara in corso può essere un cambio importante”.
Dal suo punto di vista non c’è stata una gestione un po’ da rivedere su Benatia?
“Fino a dicembre aveva giocato sei partite, poi ha fatto la scelta che non credo dipenda da giocare o non giocare. Tra l’altro va in Qatar quindi direi che la società giustamente ha valutato e accettato la sua richiesta. Anche perché tenere un giocatore controvoglia non avrebbe avuto senso. E comunque Benatia alla Juventus ha fatto ottime annate e anche io sono dispiaciuto vada via, ma non posso entrargli nella testa e cambiare la sua idea. Ha deciso e basta”.
Emre Can secondo lei può fare definitivamente il Pjanic in futuro con caratteristiche diverse?
“Lui e Bentancur devono migliorare molto nei tempi di gioco davanti alla difesa. Pjanic è più svelto nel giocare la palla, loro hanno un tempo di gioco morto, quindi questo fa sì che la squadra viaggi meno velocemente. Solo questione di allenamento, perché Emre Can ti dà molta copertura, è migliorato nelle intuizioni di passaggio come Pjanic, poi è giovane e ha tempo per migliorare come Bentancur”.
Caceres è un ritorno come Bonucci e, qualche anno fa, Matri. Tutti quando hanno la possibilità vogliono tornare alla Juve, sarà così anche per Pogba?
“Io credo che sia molto difficile che Pogba torni alla Juventus. Questa cosa dell’uscita di Benatia di cui sono molto dispiaciuto e dell’arrivo di Caceres, di cui sono molto contento, ci sarà la conferma della crescita di Rugani. Perché voi volete la botte piena e la moglie ubriaca. Volete che Rugani giochi sempre e Benatia rimanga, io più di undici non ne posso far giocare. Rugani ora ha la possibilità di giocare tante partite e dare la conferma della sua crescita avvenuta in questi quattro anni. Sento parlare spesso di Kean, che lo vogliono diverse squadre: dopo la partita col Chievo ho espresso una mia opinione e l’ho detta anche al ragazzo. Kean deve rimanere alla Juventus, a febbraio ha 19 anni e del calcio deve imparare tutto. La sua fortuna è essere alla Juventus, dentro un club in cui è seguito in tutto e per tutto. Andando via rischia sicuramente di fare qualche minuto in più, può darsi, sicuramente perde però il suo percorso di crescita. Questo è poco ma sicuro. I giovani vanno accompagnati in un percorso. Dire che Kean fa gol non ci vuole tanto, si vede, è una sua qualità. Credere che possa essere pronto per giocare davvero da un’altra parte ci vuole calma”.
Come sta vivendo da spettatore il trasferimento di Morata all’Atletico?
“Non devo fare niente io. Se andrà all’Atletico lo troveremo contro, se no ne troveremo un altro. Non pensiamo a Morata o mercato”.


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Mario Calabresi
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