La Cina acida di Wild Goose Lake – Cinema


(ANSA) CANNES 18 MAG – ‘Wild Goose Lake’ (Il lago delle oche
selvagge) di Diao Yinan, in concorso al Festival di Cannes,
mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, la voglia di film di
genere in questa 72/ma edizione (proprio oggi passa, sempre in
concorso e sulla stessa onda, ‘Gomera’ del romeno Corneliu
Porumboiu). Ma definire questo film solo un thriller-noir
sarebbe riduttivo perché ci mostra, in una atmosfera che ricorda
‘Blade Runner’ (piove sempre), l’anima nera, acida, della Cina
di provincia. Protagonista del film un boss in fuga, tra le
ombre tipiche del noir, uno che vuole uscire dal giro e su cui
viene messa una taglia. Un uomo, Zhou Zenong (Hu Ge), infine,
che, come spesso capita, si fida troppo di quelle donne che
sembra vogliano aiutarlo. Tutto inizia in una pompa di benzina
sotto una pioggia scrosciante dove Zhou aspetta qualcuno. Arriva
una sconosciuta (Tang Wei), scoprirà solo dopo essere una
prostituta, ma lui alla fine si fida. Comincia così la sua
grande fuga in una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori.
   

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