La nave della Biennale dei licei a Barcellona, un abbraccio da Nord a Sud – Cronaca


Trecento ragazzi da quindici licei artistici italiani capaci di coprire l’intera longitudine dello Stivale, in un abbraccio ideale fra Nord e Sud. Dal liceo Fausto Melotti di Cantù al liceo di Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, dall’Andrea Bafile dell’Aquila al Primo liceo artistico di Torino. E poi Monterotondo, Urbino, Bologna, Cascina, Monza, Civita Castellana, Arezzo, Pomezia, Volterra e Roma. Saranno loro ad animare la Nave della Biennale, ad accompagnare la selezione di opere realizzate per la II edizione della Biennale dei Licei Artistici a Barcellona e a partecipare all’inaugurazione della mostra alla Casa degli Italiani di Barcellona.

“C’è grande fermento, attesa ed entusiasmo tra gli studenti delle classi quarte e quinte del nostro istituto” – dice Nadia Tani, dirigente del liceo artistico Carducci di Volterra, che quest’anno si è aggiudicato il primo premio della Biennale con il suo “Garbuglio NOF4”. Una finestra inferriata dell’ex ospedale psichiatrico di Volterra sulla quale gli studenti sono intervenuti sostituendo alcuni vetri con lastre di alabastro e inserendo un aeroplanino e copie dei disegni autografi di Nof4, ovvero Nannetti Oreste Fernando, che di quell’ospedale era un paziente.

“Noi siamo geograficamente decentrati, in periferia – dice Cesario Randino professore del Palazzolo Acreide nell’omonima cittadina – e un viaggio – che è anche il tema cardine della Biennale – è una esperienza positiva. Siamo una scuola con cinque classi, circa 80 ragazzi (cosa che non gli ha impedito di vincere una menzione speciale per l’opera “Il Viaggio di Narciso”, ndr) e poterci confrontare con altre scuole e con altri approcci creativi arricchisce senza dubbio il bagaglio artistico dei ragazzi”.

Confronto e collaborazione creativa è anche il valore messo in luce da Carola Masini, referente per il liceo Pablo Picasso di Pomezia sia dell’attività di Alternanza Scuola Lavoro sia della Biennale. “L’entusiasmo e l’impegno degli studenti sono stati così alti che la scuola si è fatta carico di ogni spesa per poter mandare una delegazione di allievi – ci racconta – e questi sono stati scelti sia fra gli indirizzi di grafica e di arti figurative (i due indirizzi che hanno partecipato alla realizzazione dell’opera inviata dal liceo), sia fra i più meritevoli della nostra scuola”.

“Il progetto Biennale è così stimolante e motivante che i nostri studenti hanno lavorato con un entusiasmo peculiare” – conferma Flavia Marioli, docente del Piero della Francesca di Arezzo – e realizzato con una tecnica particolare di assemblaggio di tessuti e filati manipolati, tinti e stampati e tutti i tipi di metalli smaltati con pietre un’opera forte, la Mondolfiera, liberamente ispirata al giro del mondo in 80 giorni. “Ma il merito non è solo mio, c’era anche la professoressa Manciotti, lo scriva per favore. Adesso si è trasferita a Roma, ma prima stava qui”.

“È l’entusiasmo e la passione la forza propulsiva di un progetto unico come la Biennale dei Licei Artistici – dice Mariagrazia Dardanelli, presidente della ReNaLiArt – la Rete nazionale dei licei artistici e Ds del liceo romano Enzo Rossi. Colonna portante dell’intero progetto, dice senza alcuna reticenza: “Ringrazio tutto il personale docente e Ata dell’Enzo Rossi senza il quale questo progetto non potrebbe esistere. Hanno lavorato e continuano a farlo con una dedizione ammirevole, senza nulla in cambio, perché la Biennale è un progetto di vera eccellenza, unico non solo in Italia ma anche in Europa, come dimostra la Nave della Biennale”. L’Enzo Rossi sarà a bordo con una folta delegazione, così come il liceo artistico Ripetta di Roma, che porta ben 7 classi quarte (90 studenti) a Barcellona. “Nel nostro istituto è cresciuta una vera e propria onda di richieste su Barcellona. E con questo viaggio gli studenti avranno la possibilità di poter essere formati ancora di più su tematiche legate alla produzione artistica”, dice la preside Anna De Santis.

“Portare le opere in esposizione in altre città italiane e in altri Paesi è complesso: bisogna trovare sponsor, finanziamenti, senza mai perdere di vista il profilo pedagogico e scolastico. Anzi, valorizzando sempre al massimo ogni singolo istituto” – dice Mario De Chiara – uno dei promotori di ViaggiArte, lo strumento che vuole aprire le porte della Biennale al mondo.

Scriveva Marcel Proust: “L’unico vero viaggio sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altro occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è” (frase intorno alla quale hanno lavorato tutti i licei artistici italiani). Per la Biennale questa frase è un Manifesto.

 




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