“L’acqua di Marte è ricca di ossigeno”. Lo studio Usa conferma la scoperta italiana


Marte è un pianeta povero di ossigeno, nella sua atmosfera. Ma la molecola potrebbe essere disciolta nell’acqua in quantità sufficienti a consentire la respirazione – e quindi la vita – di microrganismi o addirittura di spugne. Lo ha calcolato un gruppo di astrobiologi americani del Caltech, che pubblicano le loro conclusioni su Nature Geoscience. Di ossigeno potrebbero essere ricchi soprattutto i laghi sotterranei situati ai poli. Esattamente come quello scoperto pochi mesi fa dai ricercatori italiani grazie al radar Marsis montato sulla sonda europea MarsExpress.


"L'acqua di Marte è ricca di ossigeno". Lo studio Usa conferma la scoperta italiana

Il lago sotterraneo scoperto pochi mesi fa dal radar italiano Marsis

I ricercatori non sono ovviamenti scesi nei laghi sottomarini di Marte per osservare l’ossigeno. Hanno calcolato la sua ipotetica concentrazione in base alle caratteristiche chimiche e fisiche delle “brine” di Marte: una soluzione di acqua e sale che si trova nel sottosuolo di molte regioni del pianeta rosso. Le temperature basse dei poli aumentano la possibilità che l’ossigeno si ritrovi disciolto nei numerosi oceani che i radar hanno osservato nel sottosuolo del pianeta.

Sulla Terra l’atmosfera è ricca di ossigeno grazie alla fotosintesi. Questo non avviene su Marte, che ha un’atmosfera molto povera della molecola che consente la respirazione. La superficie del pianeta, poi, è continuamente spazzata da una radiazione cosmica incompatibile con la vita. Nulla esclude però che l’ossigeno in forma molecolare (con due atomi uniti insieme) esista disciolto nell’acqua. Questo spiegherebbe come mai i rover che hanno esplorato il pianeta rosso hanno trovato in passato tracce di rocce ossidate.

Fino a ieri ipotizzare la vita su Marte voleva dire immaginare dei batteri capaci di nutrirsi di idrogeno, anziché di ossigeno. Oggi si apre la prospettiva che gli eventuali esseri viventi sul pianeta rosso siano simili a quelli terrestri.


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Mario Calabresi
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