L’allieva Mastronardi tra Guanciale e Marchesi – Tv


Alessandra Mastronardi è su Rai1 nel kolossal Lorenzo Il Magnifico, ma da giovedì 25 ottobre, quindi nella stessa settimana, è pronta a rimettere il camice della specializzanda in Medicina Legale Alice Allevi per la seconda stagione de L’Allieva, la serie in sei puntate diretta da Fabrizio Costa e coprodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy in onda alle 21.25 su Rai1. Un abile mix tra il giallo e la commedia che ha conquistato il pubblico con la prima stagione e punta a bissare il successo dell’esordio. La fiction è tratta dai romanzi bestseller di Alessia Gazzola “Le ossa della principessa” e “Una lunga estate crudele” (ed. Longanesi).

Accanto alla Mastronardi ritroviamo Lino Guanciale nei panni del dottor Claudio Conforti soprannominato CC, suo affascinante e severissimo mentore (l’attore fino a giovedì scorso andava in onda su Rai1 con un’altra fiction molto amata, ‘Non dirlo al mio capo 2’ con Vanessa Incontrada ndr.). Per Guanciale, “i personaggi ne L’Allieva 2 hanno necessità di crescere. C’è chi parte da più avanti, come Alice, che è più matura, chi è più indietro come il mio Claudio”. La new entry è Giorgio Marchesi, un affascinante magistrato che fa saltare gli equilibri sentimentali della prima serie (con Guanciale aveva lavorato ne La Grande famiglia, e se ne l’Allieva sono rivali, nella vita sono “molto amici”, tanto che “sul set si è creata una sorta di situazione bipolare tra il ciak e lo stop, quando si riprendeva dopo le pacche e le risate toccava riguardarsi in cagnesco” come racconta l’attore bergamasco che invece ritroveremo presto in Aquila grandi speranze, serie tv post sisma che porta la firma di Marco Risi). “Nella nuova stagione – spiega Mastronardi – Alice è più sicura riguardo a ciò che vuole, anche se continua a combinare guai, almeno dal punto di vista professionale. Ma è completamente alla deriva nella sfera sentimentale, quello che vuole è Conforti, ma lui ha una concezione dell’amore diametralmente opposta alla sua. E se l’avevamo lasciata alla fine della scorsa stagione vicina al prendere una mezza decisione, ora brancola nel buio. Soprattutto dopo il suo incontro con il giovane pm che sembra comprendere certe sue esigenze sul campo professionale, ma non solo. Inoltre il suo ex fidanzato Arthur (Dario Aita) decide di tornare a vivere a Roma. Per la seconda stagione abbiamo fatto una scelta di maturità: Alice è cambiata, anche se resta la perfetta incarnazione della ragazza di oggi; spesso i suoi sogni si scontrano con la realtà, ma lei non perde mai la positività. Il messaggio che lancia è positivo, di resilienza”.

In onda quest’estate con le repliche di “Che Dio Ci aiuti”, e le prime stagioni di “L’allieva” e “Non dirlo al mio capo”, poi con la seconda serie, Guanciale, dopo 15 mesi ininterrotti sul set – ha da poco finito di girare “La porta rossa” (la messa in onda è prevista per marzo 2019 ndr), accusa un po’ di stanchezza, ma ne è gratificato. “L’effetto imbuto ha il risvolto piacevole di gratificare per l’esito della messa in onda. E’ vero poi che costringe a fare valutazioni con scelte personali e il dialogo con l’azienda sulla selezione dei progetti e dei calendari. È una cosa con la quale fare i conti adesso. Mi caricherò di saggezza e buon senso”. Per Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, “questi attori fanno parte del nuovo star system televisivo che la Rai ha coltivato. Abbiamo puntato su volti che mano a mano grazie ai diversi progetti hanno acquisito per il pubblico una particolare valenza. Abbiamo voluto offrire questa opportunità con una varietà di personaggi. Per noi è un rinnovamento, per loro una sfida”. Il regista Fabrizio Costa osserva: “Entrare nel meccanismo delle schermaglie d’amore tra Alice e Claudio, ha richiesto, da parte mia, una particolare attenzione al mondo “femminile” di Alessia Gazzola, così attuale e contemporaneamente antico. In questo contesto si svolge la storia d’amore contrastata e, a volte incredibile, di Alice nei confronti del suo Mito-Carnefice: l’affascinante ed egoista Claudio Conforti. Ovviamente abbiamo cercato di condire la vicenda con una buona dose di umorismo. Tutto il racconto, ovviamente, è immerso nel solito ambiente un po’ paradossale che è un Istituto di Medicina Legale, dove la morte e il crimine sono pane quotidiano”.




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