Libertadores, la Federazione apre procedimento contro il River


BUENOS AIRES – Il mondo osserva. Dopo l’aggressione al pullman  del Boca Juniors che ha costretto la Conmebol, la confedercalcio sudamericana, a rinviare per due volte la finale di ritorno di Coppa Libertadores tra i Xeneizes e il River Plate tutti gli occhi sono puntati su Buenos Aires e su cosa accadrà adesso. Intanto è arrivato un atto dovuto, ovvero l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti dei Millonarios per i gravi disordini avvenuti sabato all’esterno dello stadio Monumental.

INCHIESTA APERTA – L’apertura dell’inchiesta, annunciata nella notte italiana dalla Confederazione calcistica sudamericana, anticipa la riunione in programma oggi (alle 14 ora italiana) ad Asuncion tra il numero uno del Conmebol, Alejandro Dominguez, e i presidenti di River (Rodolfo D’Onofrio) e del Boca (Daniel Angelici) nel corso della quale si discuterà anche della possibile data del recupero della partita. Il procedimento del Conmebol non è legata alla richiesta del Boca Juniors che vuole vedersi riconosciuta la vittoria a tavolino, ma il River Plate rischia in ogni caso una maxi-multa e possibili provvedimenti riguardanti il Monumental. Il River ha 24 ore di tempo dalla notifica dell’apertura del procedimento per presentare la sua difesa.

LETTERA IN NOME DEL CALCIO – Esclusa a priori la possibilità di non giocare la finale di ritorno con conseguente vittoria a tavolino (e coppa) al Boca Juniors, il numero uno della confederazione ha scritto una lettera aperta ai tifosi delle due squadre. “Nel calcio non si vince con pietre o aggressioni, ma sul campo”. E rivolgendosi ai presidenti dei due club esorta i dirigenti a “comprendere come la responsabilità che hanno nelle loro mani va ben oltre la semplice difesa dei loro colori e degli interessi dei loro club. Prima di tutto c’è una responsabilità nei confronti del calcio sudamericano spesso svalutato e criticato nei nostri paesi, ma apprezzato nel resto del mondo. Nella Conmebol che presiedo si gioca rispettando l’avversario, col fair-play come punto di riferimento sul campo, sugli spalti e fra i dirigenti”.

IL PRECEDENTE E LE PRESSIONI DELLA CONMEBOL – Per quanto riguarda la data i due club sono lontanissimi. Il Boca, come già anticipato, pretende il 3-0 a tavolino visto che l’aggressione è arrivata in un’area di competenza dei Millonarios, il River, forte del 2-2 dell’andata, vuole giocare. In favore dei Xeneizes c’è un precedente molto importante che potrebbe dar loro ragione in caso di ricorso. Era il 2015 e alla Bombonera si giocava il quarto di finale di coppa Libertadores proprio contro il River. Dopo l’intervallo i giocatori ospiti vennero aggrediti con gas urticante dai tifosi di casa. La gara venne sospesa e al River Plate fu assegnata la vittoria a tavolino, mentre il Boca fu punito con una multa di 200 mila dollari, 4 gare a porte chiuse e 4 trasferte senza tifosi. Di fatto, però, si giocherà, perché è ciò che vuole la Conmebol, bisognerà capire solo quando. Si è parlato dell’8 dicembre, ma Alejandro Dominguez spera di convincere i due club a scendere in campo prima.

SI DIMETTE IL CAPO DELLA SICUREZZA – Intanto una testa è già caduta nella capitale argentina. Si è, infatti, dimesso Martin Ocampo, ministro della Sicurezza della capitale. Ocampo si è definito “responsabile politico” di quanto accaduto sabato scorso sottolineando come ci siano state delle “manchevolezze dal punto di vista dell’ordine pubblico” nelle operazioni di sicurezza ed è per questo che è stata avviata “una indagine per determinare quali sono le responsabilità”.


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Mario Calabresi
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