L’imbarazzo del Museo della Bibbia: “I Rotoli esposti da noi sono dei falsi”



L’IMBARAZZO del Museo della Bibbia di Washington è palese. Per quasi un anno intero, dall’inaugurazione nel novembre 2017 fino a pochi giorni fa, ha esposto agli occhi dei suoi visitatori dei falsi pagati milioni. Si tratta di frammenti dei famosissimi Rotoli del Mar Morto, donati al museo dal suo fondatore, Steve Green, nonostante già un anno fa fosse stata messa in dubbio la loro autenticità. Poche ore fa le scuse ufficiali e la decisione di ritirarli dall’esposizione: “Almeno cinque frammenti sono falsi” dicono nell’imbarazzo i responsabili del Museo della Bibbia. 

•I DUBBI SULL’AUTENTICITA’

Il costo dell’intero museo, che espone oltre 1000 fra manufatti, testi e reliquie, si aggira intorno ai 500 milioni di dollari ma la cifra esatta dei frammenti dei celebri Rotoli non è mai stata diffusa. Eppure, quando il catalogo della mostra fu reso pubblico, diversi esperti espressero dubbi sulla provenienza dei documenti esposti. Ad esempio Arstein Justnes, professore di studi biblici all’Università di Agder in Norvegia, dichiarò che erano dei veri e propri falsi. Il museo decise allora di ingaggiare alcuni ricercatori per verificarne l’autenticità ma continuò a esporre i Rotoli seppur specificando che la loro veridicità era “ancora in discussione”.

 Quelli che si credeva fossero resti dei Rotoli del Mar Morto, considerati fra le più antiche copie bibliche al mondo, “hanno caratteristiche in contrasto con le origini antiche” dice oggi Heather Cirmo, portavoce del museo.

 

L’analisi è stata eseguita da un istituto di ricerca tedesco che ha effettuato test sugli strati di inchiostro e i sedimenti dei frammenti. “Data la preponderanza delle prove” – spiega Cirmo –  “si può concludere che sono falsi”, anche se è impossibile “risalire all’origine esatta dei manufatti”. Oltre ai cinque documenti dichiarati non autentici altri due, in fase di analisi, sono probabilmente dei falsi. In totale i Rotoli comprendono oltre 1000 documenti e furono prodotti si crede tra il 200 a.C. e il 70 d.C., probabilmente realizzati dal gruppo ebraico degli Esseni. 

Dagli anni Duemila sono stati ritrovati diversi reperti che si crede possano appartenere ai Rotoli, probabilmente rubati ai tempi dai beduini: parte di questi provengono dall’Iraq, stessa zona da cui provengono 5.500 tavolette d’argilla saccheggiate e vendute da un rivenditore sconosciuto alla famiglia Green per 1,6 milioni di dollari. 

 

Questi, oggetti contrabbandati illegalmente negli States, sono valsi una multa di 3 milioni di dollari (oltre che a dover rinunciare ai manufatti) ai finanziatori del Museo della Bibbia.

 

Nel frattempo la società tedesca Bundesanstalt für Materialforschung und -prüfung continua ad analizzare i 16 frammenti dei presunti Rotoli appartenenti al Museo della Bibbia attraverso raggi X microscopia digitale 3D: l’imbarazzo non è finito dato che potrebbero scoprire altri falsi fra quei documenti pagati milioni.


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Mario Calabresi
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