L’Onu lancia l’allarme: “Guerre e cambiamento climatico, è tempesta perfetta”



FAME nel mondo, cambiamenti climatici e guerre. Catastrofi che messe insieme, stanno creando una “tempesta perfetta”.  A lanciare l’allarme è il responsabile del Programma alimentare mondiale (Wfp), David Beasley. E lo fa da Roma nel giorno in cui le agenzie Onu celebrano il World Food Day. L’obiettivo delle Nazioni Unite è sconfiggere la fame entro il 2030 ma gli ostacoli verso il traguardo sono tanti: dai conflitti, ai cambiamenti climatici fino al rallentamento economico.

“Bambini muoiono ogni 5-10 secondi” per mancanza di cibo o malnutrizione, ha sottolineato Beasley, ricordando il carattere urgente della battaglia e puntando il dito contro lo spreco di cibo, sia durante il processo di produzione che nelle case della gente. È un problema che ha immediate ricadute: “Per ogni aumento dell’1% in termini di fame nel mondo, c’è un incremento del 2% in migrazione”.

Come si legge nell’ultimo rapporto della Fao, sono circa 821 milioni le persone che nel 2017 hanno sofferto la fame nel mondo (è il terzo aumento annuale consecutivo), 155 milioni di bambini sotto i 5 anni sono cronicamente malnutriti  mentre oltre 2 miliardi soffrono di quella che viene definita come la “fame nascosta”, una forma di sottonutrizione. Allo stesso tempo oltre 600 milioni di persone sono obese, una condizione che ha costi enorme per la società, pari a quelli dei conflitti armati e del fumo, ha sottolineato il capo della Fao, Jose Graziano da Silva.


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