Lucania, tra realismo magico e western – Film


(di Francesco Gallo)
(ANSA) – ROMA, 16 GIU – ‘Lucania, terra, sangue e magia’,
oltre ad essere il titolo del film di Gigi Roccati, è anche una
perfetta sintesi di quest’opera sospesa tra realismo magico,
mitologia e western mediterraneo.
   
Il film, passato in anteprima al Bif&st (nella sezione Italia
Film Fest) e ora in sala con 102 Distribution dal 20 giugno,
racconta appunto di una ‘terra’, quella di una Lucania senza
tempo; di ‘sangue’, quello versato e da versare, come capita
sempre nel mondo del mito e, infine, di ‘magia’, presente sempre
quando si entra in una favola archetipica.
   
Tutto si svolge nell’enorme spazio, racchiuso tra le montagne
e il mare, dove vivono i protagonisti principali di questo
western mediterraneo: il contadino Rocco (Giovanni Capalbo che
e’ anche il produttore del film) e la figlia Lucia (Angela
Fontana). Lui è un padre severo e amorevole allo stesso tempo,
un uomo comunque legato alla sua terra che è disposto a
difendere fino all’estremo sacrificio; lei invece, una ragazza
selvatica, una ninfa folle, muta dalla morte della madre
Argenzia. Una madre che però Lucia ha ancora il dono di vedere
accanto a sé nei momenti di bisogno, tanto da sembrare,
all’apprensivo padre, che parli al vento.
   
Ma quando Rocco respinge l’offerta di Carmine (un Pippo Del
Bono in versione villain), autotrasportatore che gli offre di
seppellire rifiuti tossici nella propria terra in cambio di
denaro, tutto precipita. Per reagire a un’aggressione notturna,
Rocco infatti ammazza uno degli uomini di Carmine e si trova
cosi’ costretto a fuggire a piedi per le montagne insieme alla
folle figlia. Una infinita fuga, la sua, prima tra la bellezza
di una natura rigogliosa e poi nella durezza di una terra
morente.
   
Per Lucia, dopo un ballo primitivo, estatico, intorno a un
falò al ritmo di una chitarra, è tempo di miracolo, ritrova la
voce e la ragione. Appena in tempo, però, per assistere allo
scontro fatale tra suo padre e chi avvelena i campi pieno di
voglia di vendetta.
   
“Il regista è lo scienziato delle emozioni e il cinema è
un’esperienza condivisa che deve andare dritta al cuore, come un
colpo di fucile”, ha detto il regista e sceneggiatore torinese
quarantenne Gigi Roccati. Un artista che con il suo esordio
cinematografico Babylon Sisters è stato in oltre trenta Festival
internazionali tra cui Roma, Pune, Trieste, Parigi,
Cine Sans Frontieres e Cairo, diventando immagine e locandina
del BFI London Indian Film Festival 2017 al British Film
Institute.
   
Nel cast di Lucania, prodotto da Fabrique Entertainment con
Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema, anche Maia
Morgenstern, Christo Jivkov e Marco Leonardi.
(ANSA).
   




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