Malagò: “Se non cambia la riforma dopo Tokyo 2020 vado via dal Coni…”



“Non abbandono gli atleti a cinque mesi dai Giochi. Ma se le cose rimangono così, io non aspetto neanche un secondo dopo la fine del quadriennio e un minuto dopo l’Olimpiade di Tokyo 2020 me ne vado”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malago’, parlando della riforma che riguarda il Coni e il sistema sportivo italiano. Il numero uno di Palazzo H ha parlato durante un incontro organizzato nella ‘Palestra Musià di Roma. Malagò non si ricandiderà per il suo terzo mandato a meno che Giorgetti modifichi la riforma dello sport. “Come può uno, se ha la schiena dritta e un minimo di dignità, accettare tutto questo? Io non lo posso fare. Chi governa ha il diritto dovere di fare delle cose, ma le deve fare con delle priorità per il Paese- ha spiegato il numero uno di Palazzo H durante un incontro-intervista organizzato nella ‘Palestra Musià di Roma dal titolo ‘Lo sport italiano: passato, presente e futuro’- Sfido chiunque, anche il militante più convinto, a dire che questa riforma lo è. Per questo noi diciamo al Governo ‘va bene, allora riforma tutto il sistema’. Noi non possiamo legiferare, quindi perché il Governo non fa una riforma per lo sport nella scuola, che oggi è un disastro totale a livello di impiantistica e sul livello del personale impiegato? Invece no, si parla prima di rivoluzionare il Coni. A me sta anche bene se qualcuno dice che finora il Coni è stato gestito male, che ci sono state le ‘mutande pazze’… ma abbiamo una vigilanza addosso che non ci ha mai fatto un rilievo”. Quindi, ha continuato Malagò, “prima di fare questa riforma ho chiesto di capire se ha una logica, è stata fatta un’espropriazione, un’occupazione… decidete voi come chiamarla. Come può uno, se ha la schiena dritta e un minimo di dignità, accettare tutto questo? Io non lo posso fare”. Parole durissime, come le prenderà Giorgetti? I rapporti fra i due sono ai minimi termini ormai. “Anche Giulio Onesti era un socio dell’Aniene, non so se questo è un problema”. Con questa battuta il presidente del Coni, Giovanni Malagò, torna sulle parole del sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti. “Io devo dire grazie a Onesti, a Carraro, a Pescante, senza mancare di rispetto a Gattai e Petrucci. Su questo solco io mi sentirei di tradire questo mondo se non prendessi posizione su questa situazione”, aggiunge il numero uno del Coni. “Tutti gli atleti stanno con il Coni perché il Coni è la loro storia” ha aggiunto Malagò e Pescante ha spiegato: “Giorgetti non prenderà voti dal mondo dello sport”. La spaccatura ormai è totale.

“Novità sulla riforma del Coni? Non ne ho, onestamente non so nulla. Domani (venerdì) vedo il sottosegretario Giorgetti, che ha confermato la sua presenza al Coni per la cerimonia dei 150 della Federazione italiana di ginnastica”. Lo aveva detto stamane Giovanni Malagò a margine del convegno ”Cambiare per vincere insieme, lo sport contro la violenza sulle donne”, organizzato da UsAcli presso la Camera dei deputati. Fra Giorgetti e Malagò si tenta di trovare soluzioni condivise per evitare guerre e spaccature pericolose, dopo che i toni si erano alzati molto (troppo) nei giorni scorsi. C’è ancora un margine di manovra: il Coni potrebbe avere voce in capitolo sulla ripartizione delle risorse, che in futuro (ma da quando non si sa) saranno di competenza della nuova società a matrice governativa, la Sport e Benessere (o salute) spa che prenderà il posto dell’attuale Coni Servizi. Inoltre il Coni potrebbe avere anche un suo rappresentante nella nuova società, mentre, come ha detto Giorgetti, il presidente-manager potrebbe essere scelto con un concorso internazionale. Al convegno ‘Lo sport contro la violenza sulle donnè è intervenuto anche Giorgetti, giunto in ritardo per altri impegni. Il sottosegretario non ha incontrato in questa occasione Malagò, che aveva già lasciato la sala, e non ha rilasciato dichiarazioni in merito alla riforma del Coni inserita nella bozza della manovra, limitandosi a confermare che “è in agenda” l’appuntamento di domani al Coni per la festa della Federginnastica. Domani ho in agenda un impegno al Coni per federginnastica. Ma è un momento politicamente complicato e gli impegni sono tanti”. “Leggo da qualche parte” che ci sono accuse M5S a Giorgetti. “Non è così, smentisco. Lui è in mezzo a tensioni per le quali c’è la solidarietà di M5S perché forse dà fastidio al Coni e a Malagò”. Lo ha detto conversando con i giornalisti alla Camera, Luigi Di Maio.

Intanto, sempre domani, venerdì, la delegazione della Lega di serie A (il presidente Micciché e i due consiglieri federali Lotito e Marotta) sarà di nuovo a Palazzo Chigi da Giorgetti. In ballo tre provvedimenti del governo che agitano i presidenti: qualcuno vorrebbe addirittura la linea dura (leggi: sciopero, o serrata se si preferisce). Ma Micciché è un manager-banchiere di grande esperienza e buon senso: sa che la strada migliore è il dialogo. Per questo la Lega farà le sue controproposte a Giorgetti. Sul tema della proibire la pubblicità per giochi e scommesse, cui tiene molto Di Maio e che dovrebbe andare in vigore dalla prossima estate, Micciché farà presente che questa norma, non solo penalizza fortemente i club di calcio, ma non esiste nelle altre Nazioni europee. La Lega proporrà quindi di destinare una parte dei proventi della pubblicità ad una seria campagna contro lo ludopatia, perché è ampiamente dimostrato che con il proibizionismo incrementa solo il mercato nero. Inoltre alcune agenzie di betting, nel frattempo, potrebbero anche rivolgersi alla Comunità europea. Sul tema di un prelievo dal 5 al 10 per cento sui biglietti per finanziare le spese per la sicurezza, tema molto caro a Salvini, la Lega farà presente che i club spendono già, e non poco, per steward, tornelli, videosorveglianza e in qualche caso (vedi finale di Coppa Italia) anche per prefiltraggi. Chi organizza i concerti, o altri raduni, invece non è tenuto a contribuire alle spese per l’ordine pubblico e la sicurezza. Ma convincere Salvini qui non sarà facile: la cifra che potrebbero sborsare i club (di più chiaramente chi fa i grossi incassi) è intorno ai 10-20 milioni di euro a stagione. Infine, sul terzo argomento, voluto da Giorgetti c’è piena convergenza di idee: la Lega è d’accordo nell’incentivare l’uso dei giovani e proporrà una ridefinizione del concetto di minutaggio perché come stabilito (“sulla base dei minuti giocati da giovani calciatori cresciuti nei settori giovanili italiani, di età compresa fra i 15 e i 21 anni, e che siano stati tesserati per l’attuale società almeno per tre interi campionati di serie A”) non funziona, interessa solo 9 giovani, due società (Milan e Fiorentina) ne avrebbero i maggiori vantaggi mentre Juve, Lazio, starebbero a bocca asciutta Juventus, Lazio, Samp, Inter, Atalanta, eccetera. Per questo c’è “forte preoccupazione”. La cifra è di circa 120 milioni e fa parte della legge Melandri sui diritti tv. Qui si può trovare un punto di incontro, cambiando i minutaggi e facendola partire in maniera graduale. Sicuramente Giorgetti ha ragione quando dice che in Italia si impiegano ben poco i giovani dei vivai, non per niente il nostro campionato è uno dei più vecchi d’Europa. Ma la norma come è stata formulata è troppo penalizzante per molte società. Intanto, si è tenuto il casting per scegliere l’ad della Lega: la commissione (Micciché, Campoccia, Lotito e Antonello) hanno incontrato Araimo (Discovery), Mammì (ex Sky) e De Siervo (Infront Italia), tre profili di alto livello. Ci sarà un altro incontro. Da stabilire anche se i presidenti vogliono davvero il Canale della Lega (dal 2021 quando scade quello attuale): Micciché si augura di poter convocare un’assemblea elettiva entro 15 giorni e chiudere la partita. Con l’arrivo dell’ad, ruolo nuovo, la Lega sarebbe al completo, pronta a nuove sfide. Per essere eletti, lo ricordiamo, ci vogliono 14 voti in prima e seconda, 11 in terza: ma è meglio che l’ad abbia un ampio consenso e sia in totale sintonia col presidente. Micciché, giustamente, vuole una “squadra” forte e coesa.
 
Lega Pro, primo direttivo. La promessa di Ghirelli: “Sarà un lavoro di squadra”
Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, i vice presidenti Cristiana Capotondi e Jacopo Tognon, i 6 nuovi consiglieri Gianfranco Andreoletti (Albinoleffe) Salvatore Caiata (Potenza), Alessandro Marino (Olbia), Floriano Noto (Catanzaro), Stefano Ranucci (Ternana) e Filippo Tagliagambe (Pontedera) e i consiglieri federali Walter Baumgartner e Pietro Lo Monaco, si sono riuniti oggi a Firenze per il primo consiglio direttivo di Lega Pro post elezioni dello scorso 6 novembre. Molti gli argomenti che il direttivo ha affrontato: per questo motivo i consiglieri si riuniranno ogni 15-20 giorni con l’intento di condividere, monitorare, dare continuità e adempiere agli obiettivi fissati. “Un primo confronto proficuo e collaborativo che è solo l’inizio di un lungo percorso che porteremo avanti con la partecipazione di tutti – dichiara Francesco Ghirelli – Oggi abbiamo stabilito come dovrà essere organizzato il piano di lavoro e quello del Direttivo sarà un lavoro di squadra, dove ad ogni membro verrà affidata la realizzazione di specifici progetti che rappresenteranno il volere e la voce dei 59 club di Lega”. In sede di riunione è stata ratificata la nomina a segretario generale della Lega Pro dell’avvocato Emanuele Paolucci e sono state definite le deleghe dei due vice presidenti. Cristiana Capotondi seguirà i progetti inerenti la digitalizzazione, la formazione, i rapporti con il Settore Giovanile e Scolastico e tutte le iniziative in ambito “solidarietà e associazionismo”. Jacopo Tognon si occuperà dei rapporti internazionali con Unione europea e EPFL (European Professional Football Leagues), i rapporti con la FIGC in ambito di giustizia sportiva oltre alle riforme normative alla lotta alle illegalità. Per consentire alle società di programmare le proprie risorse economico-finanziarie è stato stabilito, per la prima volta, di pubblicare su extranet di Lega quanto ogni singolo club percepisce dal minutaggio e sono state poste le basi, in forma sperimentale, per garantire per tempo tutte le informazioni necessarie circa le somme a disposizione, il metodo di distribuzione e le relative date di erogazione. E’ stato, inoltre, dato l’avvio alla procedura di raccolta e di pubblicazione dei bilanci delle società.
 


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