Marte ‘sparisce’ dietro il Sole: niente comunicazioni col pianeta rosso


PER QUALCHE giorno non ci sarà ‘campo’, su Marte, le sonde non potranno ricevere chiamate da Terra e inviare dati sarà molto difficile. Accade ogni due anni circa, quando scompare dalla nostra vista per qualche giorno, passando dietro al Sole. Un allineamento che, usando il gergo astronomico, si chiama congiunzione. Tutto normale, ovviamente, è la conseguenza delle orbite dei pianeti, questo ha effetti sul lavoro dei robot che, in questi anni, stanno esplorando la superficie di un altro mondo, oppure lo osservano dall’alto. Oltre ai satelliti americani ed europei (più uno indiano), al suolo ci sono due robot in piena attività che sperimenteranno un breve periodo di silenzio radio.

Marte, Sole e Terra allineati

È una questione di prospettiva. Come spiega la Nasa in una animazione, visto dalla Terra, Marte passa dietro al Sole, un allineamento che si verifica ogni due anni e blocca i segnali, rendendo quasi impossibile le comunicazioni da e verso le sonde che stanno lassù, attualmente a circa 400 milioni di chilometri di distanza. O comunque, potrebbero essere molto disturbate nei giorni precedenti e seguenti la congiunzione, prevista per il 2 settembre.

La Nasa, per esempio, non invierà alcun comando a Curiosity e Insight, rispettivamente il rover che da sette anni è in esplorazione nel cratere Gale, e il lander che invece indaga il sottosuolo. Entrambi continueranno però a lavorare, ma a ritmi meno intensi. E spediranno dati. Ma nessuna istruzione partirà da Terra dal 28 agosto al 7 settembre.

Segnali disturbati

Anche se potenzialmente prima e dopo il 2 settembre Marte sarebbe fuori dal cono “d’ombra” del Sole, i segnali con i comandi attraverserebbero comunque la sua corona, un ambiente estremo infiammato da gas ionizzati, plasma a milioni di gradi, che potrebbero interferire con il segnale. I dati e le foto che arriveranno da Marte potrebbero essere quindi corrotti, ma non sarebbe un gran danno. Basta farseli rispedire. Diverso il caso di comandi da impartire per esempio a Curiosity. Un segnale rovinato potrebbe essere interpretato in maniera del tutto erronea mentre si sposta sul terreno accidentato o, peggio, causare problemi al sistema.


Marte 'sparisce' dietro il Sole: niente comunicazioni col pianeta rosso

Curiosity e Insight, spiega la Nasa, continueranno a raccogliere dati. Le camere saranno spente ma gli altri sensori resteranno attivi. I movimenti saranno invece congelati per una decina di giorni. Curiosity non si sposterà, Insight fermerà il suo braccio meccanico. Entrambi hanno comunque dei ‘compiti delle vacanze’, una “più semplice to do list” da completare, preparata con anticipo dagli ingegneri dell’Agenzia spaziale americana. In orbita, le sonde americane Mars reconnaissance orbiter e Odyssey riceveranno dati dal suolo, ma solo la seconda proverà a inviarli verso Terra prima della fine della congiunzione. Fino al 7 settembre, dunque, non avremo nuove immagini da Marte, da nessuna missione, non solo quelle Nasa. Un periodo di riposo magari per i tecnici del Jet propulsion laboratory di Pasadena. Poi tutto tornerà come prima.

Le congiunzioni, dalla Luna a Mercurio

La congiunzione di due corpi celesti avviene quando li osserviamo vicini nel cielo, pochi giorni fa abbiamo assistito a quella della Luna con Giove e Saturno. Una congiunzione col Sole rende invisibili i pianeti. Quando un pianeta interno (Mercurio e Venere) viene a trovarsi dalla parte opposta rispetto al Sole, si parla di congiunzione superiore. Quando invece viene a trovarsi tra il Sole e la Terra, viene detta congiunzione inferiore (il pianeta è invisibile perché si ‘perde’ nella luce de giorno) e può portare a fenomeni interessanti. Quest’anno, per esempio, assisteremo al transito di Mercurio davanti al disco della nostra stella. Accadrà l’11 novembre. Nel 2012 abbiamo invece visto il transito di Venere. Per fare un altro esempio, la Luna si trova in congiunzione con il Sole una volta al mese, è la Luna nuova, ed è appunto invisibile in cielo.

Per ovvie ragioni, i pianeti con un’orbita più grande di quella terrestre, non possono frapporsi tra noi e il Sole, si trovano dunque solo in congiunzione superiore, dietro alla nostra stella. Come sta per accadere per Marte e, due giorni dopo, a Mercurio, che non sono più visibili nel cielo notturno. Giove, ancora alto per buona parte della notte, si troverà in congiunzione con il Sole a dicembre, e sparirà per un po’ dal firmamento.


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Carlo Verdelli
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