Martone, Marcello, Maresco e non solo, Italia al Lido – Cultura & Spettacoli


 Martone, Maresco, Marcello, MMM nell’arena prestigiosa del concorso di Venezia 76 (28 agosto – 7 settembre) con l’argentina Lucrecia Martel a presidiare la giuria che assegnerà il Leone d’oro 2019: tre italiani con un filo conduttore, quello della storia, passata e recente, dell’Italia, immersi nella cronaca rarefatta a etica, riletta oltre i fatti.
    C’è un classico del teatro morale di Eduardo De Filippo riportato alla Napoli contemporanea di Gomorra nell’operazione rigorosa nel testo portata avanti da Mario Martone che torna in concorso per il secondo anno di seguito (dopo Capri Revolution) in IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ con Francesco Di Leva nei panni del padrino Antonio Barracano cui tutti chiedono giustizia e protezione, un capocamorra quasi suo malgrado in bilico tra morale e potere. C’è la lettura grottesca della Sicilia a 25 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino in LA MAFIA NON E’ PIU’ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco in cui il regista disincantato si scontra con la passione civile della fotografa ottantenne che con i suoi scatti ha raccontato tutti i delitti mafiosi, mentre Ciccio Mira, impresario di piazza si occupa del concerto dei “Neomelodici per Falcone e Borsellino”. E poi c’è ancora Napoli dove Pietro Marcello ambienta MARTIN EDEN di Jack London (lì era la California) per raccontare lo stesso un romanzo di formazione, sulla cultura che scaccia la miseria, sulle classi sociali che dividono ad ogni latitudine, sull’amore che muove tutto con una potenza straordinaria: una storia che è un mondo e si fa beffa delle regole temporali con un camaleontico Luca Marinelli che da marinaio analfabeta diventa, innamorato dell’alto borghese Elena, un romanziere di successo.
    Il tris italiano ha un filo rosso nel racconto sguincio e a suo modo realistico del nostro paese travagliato nella dialettica bene/male, nonostante storie di fantasia o riferimenti letterari. I tre guidano idealmente una pattuglia italiana numerosa composta da registi amati dal pubblico e giovani emergenti disseminando i talenti in ogni sezione senza i ghetti di qualche anno fa. Fuori Concorso ci sono il nuovo film di Gabriele Salvatores TUTTO IL MIO FOLLE AMORE, on the road sulla diversita’ con un adolescente che trascina i tre adulti piu’ importanti della sua vita Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono (dal libro di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non avere paura) e VIVERE di Francesca Archibugi, storia familiare con la coppia Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini. In prima mondiale arrivano due episodi ciascuno di altrettante attese serie tv internazionali, di Sky Studios: THE NEW POPE di Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich e ZEROZEROZERO di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano sul traffico di cocaina. Ma c’e’ molto altro come il racconto “piu’ vero” dell’imprenditrice influencer Chiara Ferragni in CHIARA FERRAGNI – UNPOSTED di Elisa Amoruso nella sezione Sconfini che propone anche EFFETTO DOMINO di Alessandro Rossetto sulla crisi economica in nord est, il “sorprendente e indefinibile” IL VARCO di Federico Ferrone e Michele Manzolini.
    Fuori Concorso nella sezione fiction oltre a Salvatores e Archibugi e’ italiano anche il film di chiusura THE BURNT ORANGE HERESY di Giuseppe Capotondi mentre nella non fiction IL PIANETA IN MARE di Andrea Segre racconta Marghera e l’impatto ambientale. CITIZEN ROSI di Didi Gnocchi e Carolina Rosi e’ un film sulla storia italiana attraverso il cinema civile di Francesco Rosi. In Orizzonti c’e’ l’esordio autobiografico di Nunzia De Stefano (ex moglie di Matteo Garrone, conosciuta sul set di Gomorra, cresciuta in un container di Ponticelli per sfollati dal terremoto dell’80) NEVIA, l’esordio di Carlo Sironi (il figlio di Alberto, il regista di Montalbano scomparso di recente) con SOLE.
    Biennale College fa debuttare Chiara Campara con LESSONS OF LOVE, mentre tra i documentari di Venezia Classici ci sono FELLINI FINE MAI di Eugenio Cappuccio, BOIA, MASCHERE E SEGRETI: L’HORROR ITALIANO DEGLI ANNI SESSANTA di Steve Della Casa, SE C’E’ UN ALDILA’ SONO FOTTUTO. VITA E CINEMA DI CLAUDIO CALIGARI di Simone Isola e Fausto Trombettta, LIFE AS A B-MOVIE: PIERO VIVARELLI di Fabrizio Laurenti e Niccolo’ Vivarelli, FULCI FOR FAKE di Simone Scafidi. Infine un corto italiano a Orizzonti: SUPEREROI SENZA SUPERPOTERI di Beatrice Baldacci.
   

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