Mastorna incompiuto di Fellini a Parigi – Teatro


Nell’imminenza del centenario della nascita di Federico Fellini, che si celebrerà il 20 gennaio 2020, Il viaggio di G. Mastorna, il più ambizioso e sfortunato dei progetti del regista riminese, pubblicato in forma di racconto in Francia dall’editore Sonatine (a cura di Aldo Tassone e Françoise Pieri), va ora in scena dal 28 marzo al 5 maggio sul palcoscenico del Vieux-Colombier (Comédie Française) in un adattamento di Marie Rémond. Nel 1965, dopo Otto e mezzo, Fellini sente il bisogno di allargare i suoi orizzonti. Dopo averci raccontato la Romagna, Roma, il mondo del cinema (I vitelloni, La dolce vita, Otto e mezzo) il regista si lancia in un progetto temerario: Il viaggio di G. Mastorna. Catapultato in una sorta di Limbo desolato, il protagonista Mastroianni (che non sa ancora di essere morto) vaga in un aldilà indistinto alla disperata ricerca di una possibile destinazione, dell’identità perduta. Fellini tenta di esplorare un aldilà “immanente”, visto con l’occhio di un laico, quasi in competizione con la visione tutta trascendentale della Divina Commedia. E’ proprio con Mastorna che nacque il sodalizio di Tassone con Fellini, quando lo studioso arrivò dalla provincia alla capitale proprio per preparare la tesi di laurea sul cinema di Fellini e a sorpresa venne convocato al teatro 5 di Cinecittà.
Lì venne ammesso sul set del ‘Satyricon’ che stava girando in quel periodo. E in una delle pause delle riprese il regista gli fece avere questo copione senza titolo, per avere un parere da “un laureando, uno di cultura”. Era appunto il copione di ‘Mastorna’, il film maledetto che giaceva adorato e temuto nella sua cassetta dei progetti fin dai tempi di ‘8 e ½’.
Per una serie di circostanze, questa Commedia realisticamente Umana non vedrà la luce. Ma per fortuna il soggetto in forma di racconto si è salvato. Si legge d’un fiato come un geniale thriller metafisico.
Il viaggio di G. Mastorna va ora in scena dal 28 marzo sul palcoscenico del Vieux-Colombier (Comédie Française) per la regia di Marie Rémond. Dopo aver letto casualmente il soggetto, la giovane regista se ne è innamorata, si è messa subito in contatto con il curatore Aldo Tassone per averne i diritti e ha deciso di portarlo in scena; la Comédie Française ha appoggiato entusiasticamente il progetto. L’adattamento di Marie Rémond e Thomas Quillardet si concentra su alcuni giorni della preparazione del film a Dinocittà sulla Pontina (anno 1965). La troupe lavora febbrilmente alle prime scene, gli attori tra cui Mastroianni danno il meglio di sé per soddisfare il Maestro. Ma il regista è tormentato dai dubbi, viene preso da dubbi che sfociano in una crisi esistenziale, si ammala. Il mago torinese Gustavo Rol, frequentemente interpellato da Fellini, lo mette in guardia: “Se fai questo film morirai”. Il regista sente che il personaggio di Mastorna (il suo doppio, interpretato dall’attore feticcio Mastroianni) gli sfugge. Le ansie dei produttori per i costi eccessivi del progetto, i sogni e gli incubi che lo perseguitano, tutto sembra ostacolare la realizzazione di quello che si annunciava come uno dei suoi progetti più geniali…
   

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