Mate 20 e Mate 20 Pro, lo smartphone Huawei mette il turbo


LONDRA – Bentornato Mate. Huawei presenta i nuovi smartphone Mate 20 e Mate 20 Pro, anche se di segreto ormai è rimasto ben poco. A parte i prezzi: 799 euro il modello base, Mate 20, e 1099 euro il Pro. Per il resto, tra indiscrezioni, accessori in vendita e poster diffusi online fino a poche ore dal lancio, dei nuovi dispositivi di punta cinesi si sapeva più o meno tutto. Ma ormai anche i leak fanno parte del gioco, senza disturbare troppo neppure i produttori.

A rilanciare il flasghip oggi è il Ceo Richard Yu sul palco spiegando che, dopo il successo di Mate 10 e Mate 10 Pro, la linea è stata migliorata su tutti i fronti che ormai contano di più: potenza, durata, sicurezza e soprattutto capacità foto-video.

“Condividere non è mai stato così facile”, rassicura Yu tra una slide e l’altra. E c’è anche una ‘nuova’ intelligenza artificiale (che resta il cuore dell’innovazione Huawei) a potenziare le prestazioni.

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La mossa era prevedibile, considerato che nel secondo trimestre di quest’anno Huawei (con un +38,6% delle vendite) ha superato Apple conquistando per la prima volta la seconda posizione nel mercato smartphone, dopo Samsung. Merito in gran parte di P20, Mate 10 e Honor. Ma niente è ancora detto, visto che a settembre – come di rigore – Cupertino ha riaperto i giochi lanciando iPhone Xs, Xs Max e Xr. Non è un caso, quindi, se Huawei accende i motori per accorciare di nuovo le distanze, puntando tutto sulle caratteristiche vincenti dell’antagonista: riconoscimento facciale, animazioni 3D, nuova gesture.

Anche il design fa un passo avanti, in parte seguendo – come di consueto ormai – la buona stella di Apple: i due modelli condividono una scocca smussata, cornici ridotte al minimo sulla parte frontale e il notch, allungato nel Pro e ridotto ‘a goccia’ nel modello standard, dove ospita meno sensori. Così Richard Yu si spende per illustrare lo sforzo che l’azienda di Shenzhen ha dedicato al prodotto per espandere lo schermo, millimetro dopo millimetro, e dare un modello di lettura che ha poco da invidiare agli altri smartphone in circolazione. Più compatto e “comfortable”, il Mate (base e Pro) si presta per essere impugnato facilmente grazie alla superficie anti scivolo.

La vera sorpresa però è sul retro, dove la tripla fotocamera Leica (nata con il P20) presenta un’insolita disposizione ‘a quadrato’, simmetrica rispetto al dispositivo (e anche a tutti gli altri). Va detto che lo smartphone più avanzato – il Mate 20 Pro – non è più grande, ma si distingue soprattutto per le caratteristiche tecniche. Vediamo più da vicino.

Mate 20 Pro, quello scatto in più
Linee curve e uno schermo Amoled da 6.39” 2K+ (3120×1440), Mate 20 Pro ha quattro sensori racchiusi nella ‘tacca’, oltre alla camera 3D: fotocamera frontale a colori da 24 Megapixel, sensore a infrarossi e speaker. Un secondo scan per l’impronta è sul retro. Spariti i comandi inferiori, non servono più cerchio e triangolo per usare lo smartphone: basta lo swipe e anche le gesture ricordano da vicino i nuovi iPhone. Sui bordi smussati c’è il bottone di avvio colorato e sotto (oltre allo speaker nascosto) uno slot per la nanoSIM e la nuova NM Card – novità che strappa un applauso al pubblico – che va a sostituire la MicroSD per arrivare a 256 Giga di memoria interna.

Il motore è il SoC Kirin 980 (il primo processore a 7nm, presentato a Ifa 2018) con GPU Mali-G76 pensata per chi ama il gaming, e 6/8 GB di RAM. In sintesi, lo smartphone sembra avere i numeri per aumentare la velocità del 46% e il risparmio di energia del 178%, ma sarà la prova su strada a confermare o meno la resistenza a un uso massiccio dei social.

Face ID e sensore per impronta sotto lo schermo
Le prime novità che saltano all’occhio sono il riconoscimento facciale 3D (impossibile non pensare ad Apple) e il sensore per l’impronta digitale sotto il display (anche sul modello base, Mate 20).

Super ricarica (e wireless) per non restare mai senza
Altro punto forte del Mate 20 Pro è la batteria da 4200 mAh (8,6 mm e 189 grammi di peso) che, oltre al quick charge, può contare anche sul reverse charge per ricaricare (a induzione) un altro device simile (con ricarica wireless sul retro) solo accostandolo. E’ il momento in cui la sala si scalda e la nuova funzione viene accolta da fischi e applausi solo all’idea che potrà salvarci da quel residuo 5% di ricarica nel momento del bisogno. In partenza, comunque, lo smartphone promette una durata media di due giorni.

Foto e video turbo, con effetti speciali
Sul retro un quadrato raggruppa le tre fotocamere, già viste sul P20 – da 40, 20 e 8 megapixel, – più il flash a Led. A migliorare il comparto è il grandangolo che permette macro di impatto e qualche accorgimento in più rispetto ai modelli precedenti già ben forniti. Per dirne uno, ad esempio, l’Ai Cinema Mode che colora il soggetto della foto, in primo piano, applicando uno sfondo in bianco e nero al resto per un originale effetto “Sin City”. Merito della Dual-Npu che se nella versione del Mate 10 lavorava già bene su contrasto, scatto e rough per riconoscere gli elementi della foto, ora è in grado di individuare in modo ancora più preciso i dettagli e di processarli. Il risultato? Il Dual brain prower attuale è capace di macinare 4.500 immagini al minuto, ovvero il 120% più veloce della precedente Npu (Neural Processing Unit) del Kirin 970. E la qualità delle foto diventa “impareggiabile” soprattutto in condizioni di scarsa visibilità, sottolinea Richard Yu durante la presentazione, largheggiando in realtà in quanto a confronti con le foto scattate con iPhone.

Il Pro sembra avere messo il turbo anche per quanto riguarda i video, visto che – almeno su carta – consente di scaricare un film su Netflix in meno di un minuto, negli spazi aperti come in metropolitana. La velocità di trasferimento è di 1.732 Gbps Wi-fi Throughput.

3D e animoji in versione Android
Animare gli oggetti, è l’altro obiettivo raggiunto da Huawei. Se c’è un panda che saluta dal palco, accanto a Richard Yu, è merito del Mate 20 Pro che lo ha reso animato e proiettato su grande schermo. Una demo con il peluche in diretta ci mostra che la video-animazione, pensata per i social e inevitabilmente dedicata anche ai più giovani, prende forma in 8 minuti. Una volta scattata l’immagine dell’oggetto, grazie alla fotocamera 3D frontale – che non serve solo a sbloccare il telefono -, il pupazzo viene ricreato e può essere inserito all’interno di qualsiasi inquadratura. Il risultato, in questo caso, è che avremo video con personaggi in carne e ossa che si muovono con oggetti animati, stile “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. Ecco insomma che il mondo delle animoji arriva anche su dispositivi Android.

Android Pie e il controllo del tempo
Passo avanti anche per il cuore del Mate 20: a muoverlo è Android 9.0 Pie, basato su Emui versione 9.0. Nelle impostazioni arriva il digital balance per dirci quanto tempo passiamo allo smartphone con una serie di setting per poter limitare l’uso. E la possibilità di collegare il Mate 20 Pro alla tv.

Il Mate 20 Pro è impermeabile (IP68) ed è dotato di supporto per Nfc per effettuare i pagamenti digitali, Bluetooth 5.0, Gigabit Wlan dual-band e reti Lte di ultima generazione. Sarà disponibile in cinque colori (a seconda dei Paesi): rosa oro, nero, verde, blu e Twilight (già del P20).

Mate 20: il fratello minore, ma “più grande”
Il Mate 20, modello base della nuova linea Huawei, ha uno schermo da 6.53”, 18.7:9 (2224×1080), perciò più grande di quello del Pro ma in Lcd, quindi con risoluzione decisamente inferiore, un comparto fotografico meno potente e un notch decisamente più piccolo (con fotocamera da 24MP), a favore del design. Meno potente anche la batteria, da 4000 mAh. E’ dotato di jack per cuffie da 3,5 mm e resistente agli schizzi (IP53).

Mate 20 RS e Mate 20X: lusso e gaming, passioni per pochi
Mate 20 RS Porsche Design è il modello di lusso che segue gli altri due. Design in vetro e pelle integrati, è disponibile in due colori (rosso e nero). Ultimo della serie ma non meno prestante, il Mate 20X “mutua” la X che ricorda il decennale di Apple, celebrando più che altro la passione per il gioco: lo dimostra lo schermo extra large da 7.2” e una batteria monstre da 5000mAh su misura per il mobile gaming. La tecnologia al grafene messa a punto da Huawei dovrebbe garantire una conduttività termica migliore.

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Watch GT, la sfida ad Apple Watch 4
A completare le sorprese di fine autunno targate Huawei arriva anche il Watch GT, erede del Watch 2 e pensato su misura per sportivi: monitora lo stato di salute misurando i battiti e la pressione cardiaca segnalando le anomalie. E sfida l’Apple Watch controllando la qualità del sonno (con TrueSleep 2.0), oltre naturalmente all’allenamento (anche per corsa, nuoto e sci di fondo).

Watch GT, disponibile nelle due varianti Classic e Sport (in pelle e silicone, con cinturini personalizzabili), ha un grande quadrante circolare (46,5 mm) e una corona in ceramica dove le lancette digitali segnano il tempo. La cassa in acciaio è spessa fino a 10.6 mm e pesa 46 grammi, anche per la batteria da 420 mAh a ricarica magnetica che assicura una durata di 22 ore se usato come fitness tracker con Gps inserito, e fino a un mese se utilizzato come semplice orologio. Il display è un Amoled da 1.39” (persino troppo grande per un polso femminile) sensibile al tocco, dove leggere i messaggi di WhatsApp. Non funziona in autonomia per telefonare, ma permette di effettuare pagamenti ed è resistente all’acqua (fino a 50 metri). Il sistema operativo è proprietario: preparatevi a usarlo solo con dispositivi Huawei/Honor (Emui 9.0). Il prezzo? Watch GT costa 199 euro e sarà in vendita dal 26 ottobre (preordini dal 17), assieme a Mate 20 (4GB, 128GB espandibile a 256GB con NM Card) e Mate 20 Pro (6GB, 128GB espandibile a 256GB con NM Card).




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