Mazzarri: “Con la Fiorentina non possiamo sbagliare nulla. Il Grande Torino non si tocca”



TORINO – Domani sera al Grande Torino arriva la Fiorentina e i granata preparano il primo bivio dal profumo europeo. Anche se Walter Mazzarri dribbla ogni discorso legato all’Europa League e agli obiettivi stagionali.

Mazzarri, la sfida contro la Fiorentina rappresenta il primo bivio in chiave europea?
“Dopo la partita di domani sera ci saranno ancora 28 partite, e questo dimostra come sia prematuro parlare di obiettivi e di traguardi a questo punto della stagione. Ricordo il primo anno di Gasperini all’Atalanta: i risultati non andavano ed era in discussione, poi è andato in Europa e adesso sta facendo miracoli”.

La partita di domani però è da clima europeo. La percepite così?
“Immagino una bella partita, fra due squadre blasonate: la Fiorentina è la squadra più giovane d’Europa, anche noi siamo un gruppo molto giovane. Entrambe le squadre propongono un calcio interessante. Ma senza parlare di obiettivi, per favore”.

Che squadra è la Fiorentina?
“Una squadra che si è mentalizzata al gioco e che sa far soffrire un po’ tutti. Non è facile limitare il suo palleggio, serve una partita in cui non sbagliare nulla; e contiamo anche sul nostro pubblico che ci spingerà”.

I giocatori hanno la sensazione della grande occasione sprecata al scorsa settimana a Bologna?
“Questo è un gruppo che è molto coscienzioso: quando le cose non vanno come dovrebbero, sono dispiaciuti come i tifosi. Domenica scorsa i giocatori erano delusi e arrabbiati più dell’allenatore. E queste sono basi importanti per crescere”.

Come sta Belotti che una settimana fa ha giocato nonostante un problema agli adduttori?
“Si è allenato in maniera tranquilla, l’acciacco è alle spalle. In settimana ci siamo parlati: io parlo sempre con tutti i miei giocatori, figuriamoci se non parlo con il mio capitano”

Che idea si è fatto a proposito della vicenda degli striscioni?
“Io dico solo che nel dopoguerra il Grande Torino, Coppi e Bartali sono intoccabili: hanno scritto la storia dell’Italia. Sono un patrimonio del paese; sul resto non ci entro nemmeno”.

Su cosa dovete lavorare per fare il salto di qualità?
“Le ultime partite forse parlano della necessità di migliorare sotto l’aspetto mentale, sui cali di tensione e sulla valutazione del pericolo. Ma fa tutto parte di un percorso di crescita”.


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Mario Calabresi
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