Milan, Gattuso: “Firmerei per il quarto posto dietro all’Inter”



MILANO – La sconfitta dell’Inter con la Juventus consente al Milan di mettere nel mirino i nerazzurri in classifica. Con una vittoria domani sera contro il Torino a San Siro i rossoneri potrebbero portarsi a -1 dai nerazzurri. Ma Gattuso preferisce lasciare da parte la rivalità cittadina per concentrarsi sulla difesa del 4° posto. Il primo pensiero, però, è per il ricordo di Gigi Radice che ha vissuto parte della carriera a Milanello da calciatore e allenatore: “E’ venuta a mancare una grande persona – dice Gattuso – un grande uomo di sport. Abbiamo tutti perso un grandissimo uomo. Volevo ricordarlo così”.

Radice è stato tra i primi a introdurre il calcio totale in Italia. E adesso il calcio come sta cambiando?
“Potrei farvi vedere una statistica che mi è arrivata ieri sul telefonino. Nella stagione 2008-09, tra i dieci giocatori con la percentuale più alta di passaggi riusciti, c’erano solo centrocampisti. Adesso ci sono 3-4 difensori centrali. E magari tra dieci anni ci saranno anche due portieri. Si vedono velocità impressionanti. Si palleggia di più e si verticalizza di meno. E in Italia siamo stati bravi a cambiare modo di giocare. Era impensabile, fino a qualche anno fa, che ci fosse una svolta simile”.

Gattuso, il risultato dell’Inter con la Juventus vi permette di arrivare a un passo dall’aggancio al 3° posto.
“Ho visto una grande Inter, una squadra che riesce a giocare un ottimo calcio. L’ha dimostrato ieri e lo dimostra il percorso che sta facendo in Champions League. E non fa mai bene gufare gli avversari. Non mi piace. Ogni volta che si gufa poi succede sempre qualcosa di strano. Il mio obiettivo non è arrivare prima dell’Inter in classifica, ma riuscire ad arrivare in Champions League. Metterei una firma grande quanto il tavolo di questa conferenza stampa per far arrivare l’Inter terza e il Milan quarto con la qualificazione Champions in tasca”.

Domani tornerà Higuain in campionato. Preoccupato per questo periodo senza gol dell’argentino che dura da più di un mese?
“Non dimentichiamo la sosta e le due giornate di squalifica. Per quello si arriva a un mese. Anche quando tutti pensavano che Higuain fosse arrabbiato, non sono mei mancati il cazzeggio e le battute nello spogliatoio. Per noi Higuain è un giocatore fondamentale e non sarà mai un problema. Sa giocare a calcio, è un campione, deve concentrarsi solo nel fare grandi prestazioni dentro la squadra, non deve fissarsi sul gol. Il gol è la conseguenza, viene da solo, deve aiutare la squadra e la squadra deve aiutare lui”.

L’argentino giocherà in coppia con Cutrone che è in un ottimo momento di forma?
“Proviamo. Facciamo di tutto per farli giocare insieme. Ma la questione non è quanti giochiamo in avanti, ma il fatto che dobbiamo tenere bene il campo, riuscire ad annusare il pericolo e metterci a disposizione gli uni degli altri. La chiave è questa”.

Che cosa la preoccupa del Torino?
“E’ una squadra ben messa in campo da un allenatore molto preparato.  Unisce tecnica a forza fisica. Ed è particolarmente difficile da affrontare fuori casa. Sarà una partita molto impegnativa”.  

Sembra cambiato tutto nel giro di poche settimane: adesso la squadra vede il 3° posto.
“In generale, da quando alleno la prima squadra, sembra passato più di un anno. Vedo un grande senso di appartenenza. Molto parte da qui. Vedo giocatori che lavorano continuamente per migliorarsi con grandissima serietà. Non voglio vedere gente svogliata. E gli infortuni hanno ricompattato ulteriormente il gruppo. Questo ci può fare svoltare. Ma nel calcio può succedere di tutto”.

Adesso il Milan è al livello delle migliori del campionato?
“E’ il campo che ce lo dirà. Non abbiamo fatto assolutamente nulla. Non faccio i sondaggi, non do le percentuali. Non sono Mannhaimer”.

Vuole replicare a Montella che in settimana ha rilasciato dichiarazioni polemiche?
“Nessun fastidio da parte mia. Lui la pensa in questo modo. Gli auguro di trovare un lavoro prima possibile. Gli auguro il meglio. Non posso rispondere tutti i giorni a qualche attacco. Ho già sparato la cartuccia”.

Dopo la partita di Europa League di giovedì ad Atene con l’Olympiakos giocherete addirittura martedì a Bologna: contento dopo le sue critiche per la vicinanza degli impegni con Dudelange e Parma?
“Io non volevo fare nessuna polemica. Forse facevo bene a stare zitto. Altrimenti sembro un piangina, invece sono tutto tranne uno che piange”.

Dopo queste ultime prestazioni, Bakayoko merita di essere riscattato?
“Ma io non faccio il contabile. Il mio problema è mettere in condizione Bakayoko di esprimersi al meglio. Il resto è una questione economica. A me basta che la società prenda giocatori funzionali al nostro modo di giocare”.

Paquetà può essere paragonato ai brasiliani del passato del Milan?
“Fatemela a gennaio quando sarà ufficialmente un calciatore del Milan. Per ora non lo è ancora. Arriva domani a Milano, guarderà le case e la città, e farà due o tre giorni di test a Milanello”.

Le risulta una franata nella trattativa per Ibrahimovic?
“Non mi risulta nulla. Ci sono Leonardo, Maldini e Gazidis per parlare di queste cose. Io devo pensare ai giocatori che ho a disposizione, al fatto che Borini ha un fastidio alla caviglia. E deve pensare a come fare giocare i miei attaccanti”.


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