Milan-Sampdoria 3-2. Gattuso può respirare



MILANO – Nella maniera più tortuosa possibile, con tutte le ansie del caso, ma anche con ritrovata concretezza, il Milan ha vinto una partita importantissima in rimonta sulla Sampdoria. Adesso, col recupero contro il Genoa mercoledì sempre a San Siro, ha la possibilità di riavvicinarsi alla zona Champions. La vittoria è stata accompagnata da un’ottima notizia per i tifosi: il trio avanzato Suso-Higuain-Cutrone è una risorsa eccellente, con ruoli complementari e intesa crescente.

GOLDEN BOY – Gattuso ha schierato per la prima volta  dall’inizio Cutrone, accanto a Higuain. Il golden boy si è fatto largo a forza di gol e di ingressi elettrizzanti dalla panchina: impossibile accantonarlo. Ne è scaturito un 4-4-2 ortodosso, con Suso esterno destro e a sinistra Laxalt, dati anche gli acciacchi di Çalhanoglu e l’infiammazione al ginocchio che ha messo fuori causa Bonaventura. Il sistema a due punte ha alleviato la solitudine di Higuain, placandone il nervosismo, e ha reso il gioco offensivo del Milan meno palleggiato e più votato alla ricerca del cross dalle fasce: Suso, in particolare, si è applicato alla fuga verso il fondo.

Dopo un destro sull’esterno della rete di Higuain, servito inavvertitamente da un’uscita di Audero, il cross vincente è arrivato secondo le modalità predilette dallo spagnolo: lieve scarto verso sinistra e lunga parabola di sinistro a rientrare. Cutrone, in agguato sul secondo palo, ha dunque impiegato poco più di un quarto d’ora per fare gol, il quinto in stagione.

DIFESA IN TILT – Niente lasciava presagire i successivi fuochi d’artificio: la Sampdoria, battezzata da Giampaolo col 4-3-1-2 da tempo assimilato, pareva nelle condizioni peggiori per la rimonta, perché l’intasamento della metà campo milanista avrebbe dovuto in teoria togliere ogni spazio utile al trequartista Saponara. Invece l’imprevisto si è concretizzato in una sola decina di minuti, tra il 21’ e il 32’, appena 4’ dopo il vantaggio del Milan.

La causa soggettiva è stata tattica: per Kessié, in settimana frenato dai dolori a ginocchia e caviglie e recuperato nell’ultimo allenamento utile, non è stato semplice il pressing: la porzione di campo da coprire era oltretutto superiore al solito. Però la causa oggettiva è stata tecnica. Le distrazioni difensive, una costante stagionale, senza il filtro davanti all’area sono diventate fatali. La prima, di Musacchio, ha permesso a Quagliarella un comodo stop a seguire, con annesso smistamento a Saponara, che dallo spigolo sinistro dell’area ha saltato fin troppo facilmente Calabria e lo stesso Musacchio, per poi scagliare un angolato rasoterra a uscire: vano il tuffo di Donnarumma.

Ancora più clamorosa è parsa la svagatezza del 2-1 sampdoriano: Saponara, indisturbato, ha confezionato dalla trequarti un lancio non certo impossibile da prevedere. Ma Calabria, forse tentando un goffo fuorigioco con Musacchio, si è fatto bruciare sullo scatto da Quagliarella: il colpo al volo di sinistro, appena dentro l’area, è stato un gioco da ragazzi per un attaccante scafato e tecnico come il capitano della Sampdoria. Tra i due gol della Samp si è infortunato Murru, rimpiazzato da Sala: terzino per terzino, l’assetto studiato da Giampaolo è rimasto identico.

TRIS D’ASSI – A raddrizzare la partita, per Gattuso, ci ha pensato subito la novella coppia Higuain-Cutrone. Il  duetto del pareggio – torre di Laxalt per Higuain al limite dell’area e triangolazione rapida a raccogliere il passaggio di ritorno di Cutrone, beffando Tonelli, Andersen e il portiere Audero con la girata finale di sinistro – è stato prezioso sotto ogni punto di vista: per lo spettacolo e per il risultato.

Al loro affiatamento naturale si è aggiunta la progressiva entrata in scena da protagonista di Suso. Sono stati appunto i lampi di Higuain e Suso, i due giocatori provvisti di maggiore classe, ad accendere un po’ il Milan nella ripresa, mentre Cutrone correva ovunque, anche in copertura, e Laxalt si adeguava a un proficuo gregariato: il loro spirito di sacrificio era necessario per evitare sfilacciamenti tra le due linee a 4. Impegnato da una girata al volo di Higuain e più tardi dal classico sinistro di Suso, Audero si è arreso al 18’ al bis dello spagnolo nel suo numero preferito: stavolta il sinistro radente da destra, dopo conversione, si è infilato nell’angolo opposto.

METAMORFOSI DIFENSIVA – A quel punto, mentre la Sampdoria provava a sfruttare l’assetto d’attacco più fisico derivato dalla staffetta Defrel-Kownacki appena prima del 3-2 di Suso,  la sfida per Gattuso è diventata quella di evitare una nuova amnesia difensiva della squadra. Stringere i reparti e soffrire: il comandamento era scontato.Meno scontato era il felice esito della metamorfosi in squadra da difesa. Le sostituzioni dello sfinito Cutrone con Castillejo e di Calabria (infortunio alla caviglia sinistra) con Abate erano forzate.

Giampaolo, invece, ha tolto Saponara e ha messo Caprari per cercare freschezza. In contropiede il Milan si sarebbe potuto risparmiare un supplemento di sofferenza, ma Laxalt, comprensibilmente stanco, non è riuscito a sospingere in rete l’assist dal fondo di Suso e ha colpito il palo. Erano maturi i tempi per la sostituzione con Çalhanoglu, che ha saltuariamente alleggerito la pressione avversaria, fino alla vittoria, mai tanto sospirata.


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