Mimmo Rotella, manifesto di un’arte – Arte


(ANSA)-ROMA, 29 OTT- I décollages e i retro d’affiches degli
anni ’50 e ’60; gli artypos degli anni ’60 e ’70, e poi nel
decennio successivo i blanks e le sovrapitture, fino ai
décollages monumentali degli anni ’90 e 2000. Non manca nulla
del complesso mondo di Mimmo Rotella, e delle sue
sperimentazioni tra astrattismo e figurativismo, nel grande
omaggio che la Gnam di Roma rende dal 30/10 al 10/2 all’artista
calabrese a 100 anni dalla nascita. Curata da Germano Celant con
Antonella Soldaini, la mostra ha un titolo emblematico “Mimmo
Rotella Manifesto”: le oltre 160 opere, in cui il linguaggio
dell’artista si è focalizzato sul manifesto, vengono presentate
immaginando lo spazio museale come una “piazza” urbana. Un luogo
cittadino in cui trovare grandi cartelloni pubblicitari, dal
formato di 3 x 10 metri circa, composti dai lavori di Rotella,
disposti dunque a “tappezzare” lo spazio. Nei 6
insiemi-manifesto dell’esposizione, il visitatore conoscerà con
tutta l’opera di Rotella e le differenti tecniche adottate
dall’artista.
   

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