MotoGp Valencia, Valentino Rossi ci riprova: “La Yamaha migliora”


VALENCIA – Piove fitto sul circuito Ricardo Tormo, dicono potrebbe continuare fino a domenica. L’atmosfera malinconica non toglie però il sorriso a Valentino, che comincia da qui – domattina – la sua caparbia rincorsa al decimo titolo. “Cerchiamo di confermare i progressi dell’altra settimana in Malesia. Anche se a Valencia non siamo mai andati molto forte. E da martedì prossimo proviamo delle cose nuove, roba di motore. Speriamo di recuperare durante l’inverno il gap dagli altri costruttori. I conti cominceremo a farli per davvero ai test di febbraio, a Sepang”. Il Doc è reduce dalla più bella gara della stagione, una lunga fuga – ad un ritmo impressionante – interrotta da una caduta proprio nel finale. “Ci è voluta una settimana, per smaltire la delusione. Mi sono consolato con le vittorie di mio fratello Luca, di Pecco Bagnaia. E della mia Inter, almeno in Champions”.

Valentino: “Giapponesi più motivati”
Un 2018 senza vittorie. In assenza di sorprese nell’ultimo gp, sarà la peggiore stagione di Rossi in Yamaha. Pure, dal punto di vista tecnico e fisico Valentino sembra al massimo. A 39 anni e passa. “Sì, ma quello che conta sono i risultati. E quando non arrivano è dura, soprattutto per uno come me, a questo punto della carriera”. Forse c’è una luce, in fondo al tunnel. “La Yamaha ha sempre fatto delle gran moto. Da un paio d’anni però abbiamo sofferto: nel 2017 era stato lo stesso, nonostante la mia vittoria ad Assen. Benino nella prima parte, male nella seconda. Ma ultimamente i giapponesi mi sembrano più sul pezzo, li vedo maggiormente motivati”. Tra Valencia e Jerez proveranno “qualcosina” di nuovo. Nel frattempo, domenica c’è da lottare col compagno di squadra Vinales per il 3° posto finale in campionato, dopo Marquez e Dovizioso. “Non sarà importante come vincere il mondiale, però ad un risultato così ci tengo”.

 Dovizioso: “Una stagione positiva”
Alla vigilia dell’ultima gara, Dovizioso traccia un bilancio positivo: “L’anno scorso è stata una stagione sorprendente, ci siamo giocati il titolo fino all’ultima gara. In questo 2018 speravano di fare altrettanto, ma sono venuti fuori certi limiti che non abbiamo risolto rapidamente: ho preso degli ‘zeri’, questo ci ha condizionato. Però siamo stati bravi a reagire, tornando competitivi da Brno fino ad oggi: recuperando la situazione, perdendo e poi ritrovando certe condizioni”. Secondo il forlivese, questa Ducati è forte di quella dell’anno passato: “Perché nella seconda parte abbiamo messo in crisi Marquez, che è molto più veloce del 2017”. E il prossimo anno? “L’approccio è positivo. Ma sarà dura: mi aspetto Yamaha e Suzuki molto più competitive”.

 Lorenzo: “Con me la Ducati è cresciuta”
Il polso è guarito, Lorenzo ci sarà. “Anche se non al 100%. Ma proviamo a regalare una bella soddisfazione alla Ducati e ai suoi tifosi”. Per il maiorchino, questo secondo anno con la Rossa è stato “appassionante, emozionante. Per niente facile, il passaggio dalla Yamaha alla Ducati, ma quando abbiamo trovato la strada ci siamo sentiti fortissimi: i padroni del mondo. Ho dato un contributo importante all’evoluzione di questa moto, che molti dicono sia ora la più forte in griglia. Ho fatto il massimo che potevo fare, ho imparato molte cose che se le avessi scoperte prima… Ma mi tengo i ricordi positivi, i rimpianti non servono. Diciamo che ci hanno guadagnato tutti: la Ducati ha trovato delle vie per essere più veloce, io mi sento un pilota migliore. Rifarei questa scelta, anche se avrei potuto vincere di più”. Come sarà il connubio con Marquez da martedì prossimo in Honda? “Sempre difficile con un altro pilota, e soprattutto con uno che guida la tua stessa moto. Ma siamo maturi, sapremo capire e distinguere quel che succede in pista da quel che succede fuori”.
 


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Mario Calabresi
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