Muore lo scienziato che ci avvertì del clima che cambia



Muore lo scienziato che ci avvertì del clima che cambia

Wallace Broecker, 87 anni, era soprannominato il “nonno del riscaldamento globale”. Nel 1975 descrisse su Science “l’aumento pronunciato delle temperature causato dall’anidride carbonica”


“Cambiamento climatico: siamo alla vigilia di un riscaldamento globale?”. Era il 1975. Usava il punto interrogativo, allora, l’oceanografo Wallace Broecker, morto stanotte a New York a 87 anni. Quell’articolo pubblicato su Science valse allo scienziato il soprannome di “nonno del riscaldamento globale”. Pochi anni ancora e le titubanze si sarebbero liquefatte. “Il clima è una bestia feroce e noi la stiamo stuzzicando con un bastone” disse in un’intervista al New York Times, questa volta senza usare toni dubitativi. Su Nature, nel 1987: “Stiamo giocando alla roulette russa con il clima. Nessuno sa con precisione cosa c’è nella pistola, ma io sono meno ottimista di tanti”. Nello studio pioniere di 44 anni fa Broecker spiegava che “la tendenza attuale al raffreddamento lascerà il posto, più o meno in una decina di anni, a un riscaldamento pronunciato causato dall’anidride carbonica”. Negli anni ’70 gli scienziati stavano registrando un leggero (ed effimero) calo delle temperature medie. E ancora: “L’aumento esponenziale dell’anidride carbonica nell’atmosfera condurrà le temperature del pianeta, all’inizio del prossimo secolo, ben oltre i limiti degli ultimi mille anni”.


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Wallace Broecker

La soluzione era chiara già all’epoca: limitare l’uso dei combustibili fossili. Lo scienziato, che insegnava alla Columbia di New York, provò anche a spiegarlo alla politica. Nel 1984 propose a una commissione del Congresso di “lanciare un nuovo, ambizioso piano nazionale per capire le dinamiche dell’atmosfera, degli oceani, del ghiaccio e della biosfera”. Continuando a riversare nell’aria gas serra, “portiamo avanti un esperimento che potrebbe avere conseguenze devastanti”. Ma le sue parole, a Washington, restano ancora ascoltate a metà, con il presidente Donald Trump che twittava durante la recente tempesta di neve negli Usa: “Riscaldamento globale, torna presto”. L’alternativa, l’unica frusta davvero valida per domare la bestia feroce, secondo Broecker sarebbe una tassa sulle emissioni inquinanti. Chissà se sarà profetico anche in questo.


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