Muse, il nostro rock e la tecnologia buona e cattiva – Musica


Lo avevano annunciato, i Muse, che il nuovo tour sarebbe stato all’insegna del puro rock, con meno tecnologia rispetto a quelli precedenti, con più chitarre. Ed è infatti rispettando queste direttive, ma fino ad un certo punto, che la formazione inglese di Matt Bellamy, Chris Wolstenholme e Dominic Howard, si è presentata sul palco di San Siro, per la prima data italiana del Simulation Theory World Tour, che domani farà il bis sempre a Milano per poi trasferirsi allo Stadio Olimpico di Roma, il 20. “Rispetto all’album precedente – ha raccontato Bellamy a proposito del nuovo lavoro da studio – abbiamo cambiato la prospettiva, con suoni diversi e pensando alla tecnologia con un’ottica differente: non solo un potenziale pericolo, ma piuttosto come possibilità di fuga da una realtà sempre più brutta o noiosa”.

Certo è che i Muse non sono una live band minimalista, lo sappiamo ormai da tanti anni, quindi anche senza droni e senza le piramidi semoventi a cui ci avevano quasi abituati, la tecnologia in scena c’è e si vede, ma soprattutto c’è tutto quell’immaginario futuristico ma di fine XX secolo, che si concretizza nelle citazioni dei videogiochi arcade, dei vari Robocop e Terminator mischiati a piacere, il futuro meccanico che spaventa, un gigantesco Alien che invade il palco al volgere del concerto, ma anche attraverso le scenografie sempre più studiate e questa volta fatte di ballerini musicisti alle prese con strumenti a fiato e tute luminose (su ‘Pressure’) e poi ancora di samurai acrobati.

Sul palco, inaugurato nella serata milanese dagli ottimi Mini Mansion da Los Angeles (ovvero Michael Shuman dei Queens Of The Stone Age, Tyler Parkford e Zack Dawes dei Last Shadow Puppets) e dai The Amazons, ai quali nelle prossime sere si aggiungerà il cantautore australiano Nic Cester con i suoi sodali di Milano Elettrica, i tre Muse che ormai da tempo sono affiancati stabilmente durane i concerti da Morgan Daniel Nicholls, ripercorrono gran parte della scaletta andata in scena nei precedenti live della parte europea del tour mondiale. Tanto del nuovo album ‘Simulation Theory’, ovviamente, ma anche classici come ‘Bliss’, ‘Time is running out’, la perfezione musicale solleticata in ‘Supermassive black hole’ e i ritmi ossessivi di ‘Hysteria’, per una lunga cavalcata di Bellamy (ormai fedelissimo ai suoi occhialoni tecnologici luminosi) e soci fino, alla conclusione catartica che come ormai da tradizione è sulle note di ‘Knights of Cydonia’, preceduta da un ‘metal medley’.

Dopo la breve ma sentita carrellata di concerti in Italia (140mila biglietti già venduti e record italiano per band), intervallati dalla data a Bordeaux il 16, il Simulation Theory World Tour proseguirà verso Lisbona, Madrid e poi ancora verso il Nord Europa, il Regno Unito e il Sud America, con tappa di passaggio a Singapore, in occasione del Gran Premio di Formula 1 in programma per il 21 settembre. 
   




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