Museo Shoah, Mibac blocca ultimo lotto – Arte


(ANSA) – FERRARA, 27 FEB – Il Segretariato regionale del
Ministero per i Beni culturali (Mibac) ha deciso di non
impegnare “i 25 milioni circa di euro che erano già stati
stanziati per l’ultimo lotto previsto per il completamento del
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis)”. Lo
hanno comunicato in modo congiunto il sindaco di Ferrara,
Tiziano Tagliani, e l’assessore alla cultura
dell’Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, in “una denuncia
necessaria per ovviare al silenzio che ha accompagnato questa
decisione, che penalizza non solo Ferrara ma anche il nostro
Paese”, affermano in una nota, precisando che il Meis “è un
museo nazionale, voluto in un luogo decentrato rispetto alla
Capitale e per il quale erano state date specifiche indicazioni
organizzative e architettoniche, per renderlo competitivo a
livello internazionale”. Una scelta che “porta gravi
conseguenze”, rilevano, “in piena controtendenza rispetto alla
tradizionale collaborazione istituzionale con i governi che si
sono alternati negli ultimi vent’anni”. Attualmente è infatti
in corso la gara per il terzo lotto dei lavori al Meis. Il primo
era la palazzina di via Piangipane, il secondo la parte museale
inaugurata a fine dicembre alla presenza del presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella, il terzo prevede una delle cinque
nuove strutture in alluminio e vetro affacciata su Rampari San
Paolo, per connotare architettonicamente l’aspetto contemporaneo
del Meis. Il mancato impegno di spesa interessa il quarto e
ultimo lotto per 24,6 milioni di euro, già stanziati, destinati
alle altre quattro strutture in vetro e alluminio previste nel
giardino per completare il richiamo ai cinque libri del
Pentateuco.
   
La stazione appaltante – il Segretariato regionale del Mibac,
a tutti gli effetti ufficio del Ministero – ha annunciato di non
aver provveduto ad impegnare la spesa e di non poter quindi più
mettere a disposizione il finanziamento, prosegue la nota.
   
Per gli amministratori locali, “senza questo completamento il
museo potrà continuare l’attività, ma senza potersi esprimere al
meglio, perche il progetto risulta fortemente compromesso e non
più in grado di svolgere quel ruolo internazionale per il quale
era nato”. (ANSA).
   

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