Namibia, trasformare aria in acqua: così si sconfigge la crisi idrica


ROMA – Un progetto ecosostenibile e ripetibile che miri all’autosostentamento. Così la fondazione HumaCoo prova a sconfiggere la grave crisi idrica che sta mettendo in ginocchio la regione di Kunene. L’idea è aiutare la popolazione a risollevarsi anche grazie a progetti ad alta innovazione.


Namibia, trasformare aria in acqua: così si sconfigge la crisi idrica

Tutti a scuola.  A beneficiare dell’iniziativa saranno 515 persone, tra studenti e personale, della Hungua Primary School, un campus situato a Opuwo, capoluogo della regione settentrionale vicina al confine con l’Angola. “Vogliamo riqualificare la struttura – spiega Carlo Maria Tieri, direttore generale di HumaCoo –   installando la macchina per la produzione dell’acqua, inoltre stiamo provvedendo a fornire latrine ecologiche senza agenti chimici, un’aula computer e il progetto prevede anche di istruire docenti insegnando loro come usare i programmi per l’apprendimento dell’inglese”.


Namibia, trasformare aria in acqua: così si sconfigge la crisi idrica

L’oro blu. La tecnologia utilizzata e sviluppata dalla fondazione in collaborazione con Seas2 water solution provider, trasforma attraverso un meccanismo di condensazione, l’umidità dell’aria in acqua. Si stima che una solo macchinario riuscirà ad estrarre 2500 litri di oro blu al giorno, il fabbisogno idrico di tutti gli studenti e al personale della struttura. Oltre all’acqua da bere (ad uso umano), la rete tecnologica di Seas produrrà dai 3 ai 7 milioni di litri d’acqua all’anno3 totali, dai 10 ai 20 mila litri ogni giorno destinati all’uso sanitario e irriguo.  

L’altra Namibia. Conosciuta soprattutto come meta di viaggio grazie alla biodiversità e alle bellezze paesaggistiche, parte del paese non gode dei proventi del turismo. E proprio questo splendore nasconde lo stato di grave indigenza in cui versano parti importanti del paese. Tra le aree più disagiate c’è la regione di Kunene dove vivono circa 88.300 persone che ogni giorno fanno i conti con infrastrutture decadenti e condizioni di vita precarie. “È una nazione – continua Tieri –  che gode di una natura fantastica, ma dietro queste bellezze ci sono tanta fame, siccità, carestie e strutture igienico sanitarie insufficienti. Vogliamo sdoganare un’altra idea della Namibia. Purtroppo, il tasso di corruzione è altissimo e questo rallenta le cose. L’attuale presidente sta cercando di agire nelle aree più povere. Qualcosa si muove, ma sono meccanismi estremamente lenti e burocratizzati”.

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Mario Calabresi
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