Napoli Festival, Harrower e le parole – Teatro


(ANSA) – NAPOLI, 1 LUG – “Devo mettere i nomi in tutto quello
che ho davanti come quando metto il coltello nello stomaco di
una gallina”: è la battuta chiave della protagonista di questo
dramma forte, al femminile, dall’inusuale ambientazione
contadina, di aura tragica e primitiva tra lavoro nei campi a
cura delle bestie, ma in cui la scrittura ha un ruolo centrale,
intitolato appunto ‘Coltelli nelle galline’, dello scozzese
David Harrower e presentato al Napoli Teatro Festival da Andree
Ruth Shammah e dal Teatro Franco Parenti, prima di portarlo al
Festival di Spoleto dal 5 al 14 luglio e in tournée la prossima
stagione.
   
In un’imprecisata lontana epoca abitano in un piccolo
villaggio i tre personaggi: la donna, appunto chiamata
semplicemente ‘donna’ dal marito Pony William che passa le
giornate a arare i campi usando i suoi cavalli, e il mugnaio
Gilbert Horn, sempre chiuso nel suo mulino. Appaiono come
archetipi, pur delineati nella propria umanità attraverso azioni
e dialogo essenziale e talvolta recitano anche le didascalie.
   

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