Nazionale, ora il sorteggio per Euro 2020 non fa più paura. Mancini: “Tutti ci devono temere”


GENK – La Nazionale non ha paura del sorteggio del 3 dicembre a Dublino, per i gironi di qualificazione a Euro 2020. Lo affronterà da testa di serie e con una sola, sostanziale apprensione: evitare la Germania, caduta per la prima volta in seconda fascia. L’eventuale rivincita con la Svezia, che ha precluso agli azzurri il Mondiale allo spareggio del 2017, non sarebbe sgradita. Di sicuro, dopo la vittoria nell’amichevole con gli Usa, per quanto sia stata ottenuta soltanto nei minuti di recupero come quella della Nations League in Polonia, Mancini ha dichiarato senza giri di parole di considerare l’Italia tra le favorite per il titolo europeo: “Nel 2019 vorrei vincere tutte le partite. Tutti ci devono temere e anche a livello di Under 21 siamo in grado di puntare alla conquista del titolo. Ultimamente i ragazzi dell’Under sono soltanto stati un po’ sfortunati”. Sembra la certificazione, col timbro più autorevole, della guarigione raggiunta dal calcio italiano. Anche il calciatore più quotato a livello internazionale, Verratti pilastro del Psg, si sbilancia: “Questa è la migliore Nazionale in cui io abbia mai giocato”. 
 
DUE EUROPEI DA GIOCARE IN CASA
L’ottimismo è alimentato dal vecchio fattore campo. Se infatti gli azzurrini di Di Biagio giocheranno in casa l’Europeo Under 21, a proposito di partite casalinghe anche la Nazionale maggiore ha qualche asso nella manica. Se si qualificherà direttamente al primo Europeo itinerante della storia, classificandosi tra le prime 2 del proprio girone, potrebbe giocare all’Olimpico metà delle partite o forse più. Gli azzurri sono destinati al gruppo A, quello di Baku e Roma e in Italia giocheranno di base due partite del girone, più l’eventuale quarto di finale. La terza partita della fase iniziale, in trasferta a Baku, è subordinata alla qualificazione dell’Azerbaigian, che è arrivato dietro il Kosovo nel girone 3 della Lega D della NationsLeague e così si è già quasi bruciato la possibilità di entrare all’Europeo attraverso uno dei 4 posti riservati a ciascuna Lega, via play-off. Sembra complicato, per gli azeri, accedere a Euro 2020 con le tradizionali qualificazioni a 20 posti, piazzandositra le prime due squadre del girone cui verranno assegnati dal sorteggio. Se non riuscissero a qualificarsi, l’Italia potrebbe anche evitare la partita a Baku e giocarla appunto ancora a Roma.
 
UN GRUPPO FORMATO
Alle questioni diplomatiche e allo studio delle questioni logistiche dell’Europeo, ancora lontane, Mancini antepone ovviamente l’allestimento della lista dei 23 e si gode l’anticipo col quale i lavori in corso stanno procedendo. Lo stesso ct ad interim degli Usa Sarachan (all’ultima partita del suo mandato annuale, il favorito per l’incarico pieno sarebbe Gregg Berhalter) gli ha fatto i complimenti: “Credo che Mancini sia davvero sulla buona strada. L’Italia ha un’identità tattica chiara e un notevole possesso palla”. Il dato specifico (il 73,5%) attesta in effetti la capacità di controllare il gioco, unità all’impermeabilità difensiva: nelle ultime 4 partite gli azzurri hanno subito soltanto 1 gol, dall’Ucraina, e nelle ultime 3 hanno mantenuto la porta immacolata. I problemi da risolvere con una certa urgenza, però, sono due. Il primo è ambientale, a maggior ragione in vista del potenziale Europeo “casalingo”: ritrovare la vittoria in casa, che manca ormai da 6 partite e quasi 15 mesi. Il secondo, tecnicamente ben più sostanziale, è il gol.

CACCIA AL CENTRAVANTI
La difficoltà di segnare è emersa anche contro gli Usa, avversaria giovane dalla difesa acerba. La rotazione di ben 18 attaccanti convocati, nell’era Mancini, attesta la ricerca degli interpreti giusti. Una buona metà dei 23 eletti sembra avere già prenotato il posto: i portieri Donnarumma e Sirigu, i difensori Bonucci, Chiellini, Florenzi e Romagnoli, i centrocampisti Jorginho, Verratti e Barella, gli attaccanti Bernardeschi, Chiesa e Insigne. Per il resto la gara è aperta, con gli ultimi arrivati, i debuttanti Sensi, Grifo e Kean, iscritti alla pari con gli altri, ed El Shaarawy pronto a entrare in corsa a marzo, quando cominceranno le qualificazioni: “Il gruppo si sta formando e siamo già a buon punto. A primavera dovrò tirare le somme e mi aspetto indicazioni anche dal campionato”.

Il gol agli Usa di un esterno d’attacco come Politano, che fa seguito a quelli dell’eclettico Bernardeschi, del terzino Biraghi e del regista Jorginho su rigore, conferma quanto sia urgente trovare un centravanti. Lasagna a Genk ha fallito l’occasione e la gara per due maglie all’Europeo riparte. Immobile ne può prenotare una. Per l’altra è concorrenza selvaggia tra Balotelli, Belotti, Cutrone, Kean, Pavoletti e Zaza. Nessuno, finora, ha convinto il ct.


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Mario Calabresi
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