Non solo Bonucci e Chiellini, in Serie A i difensori fanno scuola



ROMA – Un collegio di docenti del reparto arretrato. Non solo Chiellini e Bonucci, secondo Mourinho ideali professori a Harvard per un corso sul ruolo del centrale difensivo, in questa stagione la Serie A offre un pacchetto di assi davanti ai propri portieri da far invidia agli altri tornei in Europa. Compreso la ricchissima Premier League, con i due club di Manchester che non mostrano fenomeni, il Liverpool con il solo Van Dijk e Sarri che al Chelsea è ripartito da David Luiz.

E invece, nel nostro campionato c’è il duo bianconero, poi Koulibaly, Skriniar, Manolas, fenomenale al San Paolo contro il Napoli, un muro di gomma, con un paio di gol negati agli azzurri. Forza fisica, qualità, attenzione. E una quotazione sul mercato che schizza alle stelle.

IL DUO DI HARVARD – Si è ricostituito in estate, dopo la parentesi  – non senza difficoltà – di Bonucci al Milan. Ma l’unione era ancora lì, anche senza Buffon alle spalle, così come la capacità di alzare i giri del motore per le partite più complesse. Per Benatia e Rugani è sceso il buio, tanta panchina.

E quindi Juventus per ora seconda difesa del campionato e soprattutto con la porta inviolata in Champions League, con la chicca della prestazione a Old Trafford, disinnescando Lukaku, Martial, Rashford, con i complimenti dello Special One, che di centrali di spessore se ne intende (nel Triplete all’Inter pescava nel mazzo tra Lucio, Samuel e Chivu) ma che allo United sperava tanto nell’esplosione dell’ivoriano Bailly ma deve accontentarsi di Smalling e Lindelof.

MURO KOU – E c’entra ancora Mou, che durante i Mondiali russi ha cercato di portare un asso difensivo a Manchester. E la prima scelta, prima di Skriniar, era proprio Koulibaly, il perno del reparto arretrato del Napoli, scovato da Benitez e divenuto un muro durante il triennio con Sarri. Potente, veloce, insuperabile nell’uno contro uno, lasciando spesso a bocca aperta anche Ancelotti.

Assieme ad Albiol è la password di sicurezza del Napoli, tornato a buoni livelli difensivi in campionato, dopo un avvio traballante. Tra Liverpool e Psg, in Champions League, ha messo il silenziatore a Salah e Mbappè, De Laurentiis ha confidato di aver rifiutato un assegno da oltre 90 milioni di euro in estate per lasciarlo partire.    

INTER, IL PERNO SKRINIAR – Sei successi in fila, 18 punti, miglior difesa del torneo con sei reti subite, quasi tutte nel primo mese di partite. Il segreto neppure nascosto della riconrsa nerazzurra verso il secondo posto è (con il contributo di De Vrij) Skriniar, il centrale slovacco, con Handanovic e Icardi l’asse della struttura preparata da Spalletti per giocarsi il vertice. Per il Cies Observatory al momento vale 62,4 milioni di euro, con quotazione in ascesa nelle ultime settimane. La sensazione è che per solleticare l’Inter a privarsene ne servano ancora di più.

KOSTAS IL DURO – Al San Paolo ha catturato ogni pallone, per terra o aria, tra Insigne e Milik. E pure sventato un paio di gol, a pochi metri da Olsen. Il centrale greco è tornato a livelli di eccellenza assoluta, anche lui, dopo esser finito a un passo dallo Zenit San Pietroburgo poco più di un anno fa, è ancora nei sogni dei top club europei, in cui non c’è abbondanza di fenomeni in difesa. Con De Rossi e Dzeko, è la carta per regalare continuità di risultati ai giallorossi.


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