Oscar, sul palco un’onda ricorda il ciuffo di Trump – Cultura & Spettacoli


    (ANSA) LOS ANGELES, 23 FEB – Quello degli Oscar 2019 sarà un anno da ricordare, a priori. Per il fatto che la diretta televisiva non sarà agevolata da un presentatore, perché la piattaforma di streaming Netflix ha di fatto già vinto con le sue dieci candidature (andate a Roma di Alfonso Cuaron), perché fra i candidati alla categoria miglior film – dopo anni di film acclamati dalla critica ma poco visti dal pubblico – ci sono ben tre blockbusters: Bohemian Rhapsody, A Star is Born e Black Panther (che segna anche la prima volta per un film tratto dai fumetti), e, ultimo ma non ultimo, per l’originalissimo allestimento del palco del Dolby Theater che è stato decorato con un’onda color paglia che a molti ha ricordato la capigliatura del 45mo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
    Lo scenografo David Korins con un tweet ha spiegato la sua scelta: “Ci sono troppe linee e squadre nel mondo d’oggi, per gli Oscar ho disegnato un mondo fatto d’ inclusione e calore, attraverso forme che abbracciano e avviluppano”. Non si tratta dunque di una satira alla strutturata capigliatura di Trump, anche se la satira nei confronti di uno dei presidenti più odiati da Hollywood difficilmente mancherà durante la serata degli Oscar.
    In ogni caso David Korins ha già vinto, per aver creato una scenografia che ha fatto parlare, resta da chiedersi, invece, chi vincerà domenica (la diretta per la cerimonia in Italia sarà nella notte tra domenica e lunedì). Quante chance ha Roma, prodotto da Netflix, di sbancare il botteghino dei premi? Per assicurarsi un buon risultato il gigante dello streaming non ha solo ingaggiato Lisa Taback, la regina delle campagne pubblicitarie pro-oscar (fautrice in passato di vittorie improbabili come Shakespeare in Love e Il Paziente inglese) ma l’ha addirittura tolta dal mercato, assumendola a tempo pieno.
    La Taback sembra già aver fatto un buon lavoro, i bookmaker danno Roma come grande favorito per l’Oscar al miglior film, anche perché racconta l’infanzia del regista messicano e a Hollywood i film autocelebrativi hanno sempre successo. Roma vede la concorrenza di altri sette film: oltre ai già citati Black Panther, A star is born e Bohemian Rapsody, ci sono Green Book, pur azzoppato dalle polemiche seguite ad un tweet razzista di uno degli sceneggiatori, La Favorita dell’innovativo regista greco Yorgos Lanthimos, BlackkKlansman racconto del primo infiltrato nel Ku Klux Klan, e Vice, l’uomo nell’ombra, storia dell’ascesa politica di Dick Cheney, interpretato da Christian Bale, uno dei favoriti alla corsa per il migliore attore protagonista, anche se nelle ultime ore ha preso velocità la candidatura di Rami Malek ottimo interprete di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody.
    Meno chance hanno Bradley Cooper per A star is born, Willem Dafoe, pur grandioso nell’interpretazione di Vincent Van Gogh in Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, e Viggo Mortensen, smaliziato autista italoamericano in Green book. Pochi dubbi sulla candidata femminile, Glenn Close per The wife dovrebbe vincere senza troppo sforzo. Sarebbe l’ora. La Close è l’attrice che ha ottenuto più nomination agli Oscar (ben sette) senza aver mai vinto. Le altre candidate sono Olivia Colman (La favorita) Yalitza Aparicio (Roma) prima candidata indigena della storia degli Oscar, Lady Gaga che ha debuttato al cinema con A star is born e Melissa McCarthy per Copia originale. Fra i non protagonisti, Mahershala Ali, che interpreta il musicista Don Shirley in Green book, è favorito su Adam Driver (BlacKkKlansman), Sam Elliott (A star is born), Richard E. Grant (Copia originale) e Sam Rockwell che interpreta George W. Bush in Vice.
    Fra le donne non protagoniste Emma Stone e Rachel Weisz competono per lo stesso film, La favorita, e dovranno battere Amy Adams (Vice), Marina de Tavira (Roma) e Regina King (Se la strada potesse parlare). Alla regia i bookmaker danno Cuaron per vincente, insidiato solamente da Spike Lee, autore di BlacKkKlansman.
    Nella categoria miglior film straniero concorre anche Roma, che quindi potrebbe addirittura vincere sia l’Oscar per il miglior film che quello per il miglior film in lingua straniera, anche se in quest’ultima categoria potrebbe essere il polacco Cold War ad avere la meglio. L’ Italia in questa edizione numero 91 degli Oscar ha un solo rappresentate: Sara Pichelli, disegnatrice di fumetti di Porto Sant’elpidio, classe 1983, è fra le matite di Spider-Man: Un Nuovo Universo. Il film è fra i cinque candidati nella categoria miglior film d’animazione e ha buone possibilità di vittoria. La cerimonia degli Oscar prenderà il via nella note fra domenica e lunedi dal Dolby Theater di Hollywood.
   




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