Profughi, 70 rifugiati siriani accolti a Roma grazie a Sant’Egidio e Chiese protestanti


ROMA. Arriveranno all’aeroporto di Fiumicino stanchi e spossati, ma ad accoglierli ci sarà il calore di una famiglia – quella dell’Italia migliore – che ha fatto tutto il possibile per farli arrivare, mettendo a disposizione case, competenze e tempo.

Legalità e sicurezza. Ben 70 profughi dal Libano atterreranno domani a Roma grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese, in accordo con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. Con loro, sale a oltre 2.200 il numero delle persone giunte in Italia, Francia, Belgio e Andorra in modo legale e sicuro a partire dal febbraio 2016.

Una storia a lieto fine, come quella dei 51 rifugiati – per lo più mamme e bambini di nazionalità eritrea, somala e sudanese provenienti dal Niger – arrivati due settimane fa all’aeroporto di Pratica di Mare (Pomezia) e accolti nelle case famiglia della Papa Giovanni XXIII, la Comunità fondata da don Oreste Benzi, il sacerdote che per primo aprì una casa famiglia in Italia nel 1973. La struttura al momento ospita 1.283 persone di varie età e provenienze.

Modello vincente. Un modello vincente, frutto della generosità dei cittadini e all’impegno volontario di associazioni, parrocchie e strutture diaconali, che finora ha favorito non solo l’accoglienza ma anche l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua e dall’inserimento lavorativo.

Il progetto – interamente autofinanziato – verrà presentato da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, Christiane Groeben, vice presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie e rappresentanti del ministero dell’Interno. L’appuntamento per il benvenuto ai profughi e la conferenza stampa sono fissati per le 11 di venerdì 30 novembre.

Promesse mantenute. Prima di loro, gli ultimi migranti arrivati a Roma grazie ai corridoi umanitari erano atterrati a Fiumicino il 31 ottobre, e in quell’occasione Riccardi aveva sottolineato all’Italia e all’Europa, a nome della Comunità e dei suoi partner, l’intenzione di avviare più percorsi di questo tipo per consentire ai profughi provenienti da Libia, Siria e Corno d’Africa di raggiungere il vecchio continente attraverso vie legali e sicure.

 


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Mario Calabresi
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