Pronto l’atlante cellulare della malaria, apre a nuove cure


MILANO – Completato il primo atlante cellulare della malaria: mostra in alta risoluzione quali sono i geni del parassita (plasmodio) che si accendono nelle diverse fasi del suo ciclo vitale, evidenziando tutti i cambiamenti che avvengono durante lo sviluppo all’interno degli organismi ospiti, come l’uomo e la zanzara. Il risultato è pubblicato sulla rivista Science dal britannico Wellcome Sanger Institute e rappresenta uno strumento senza precedenti per mettere a punto nuove armi anti-malaria.

Per sconfiggere la malattia, che ogni anno colpisce oltre 200 milioni di persone nel mondo uccidendone quasi mezzo milione, “abbiamo bisogno di conoscere tutti i trucchi che il parassita usa nel suo ciclo vitale”, spiega la coordinatrice dello studio, Mara Lawniczak. “L’atlante cellulare della malaria è la prima mappa dettagliata che ci mostra quanto i parassiti siano diversi uno dall’altro, anche quando sono geneticamente identici”. Per ottenerla, i ricercatori hanno isolato e misurato l’attività genetica di quasi 1.800 parassiti in dieci diverse fasi dello sviluppo. Sono così riusciti a individuare quali geni sono attivi durante tutto il ciclo vitale e quali sono cruciali solo in alcune fasi, intuendo anche la funzione di quel 40% dei geni del parassita che risulta ancora sconosciuto. Così sarà più facile trovare i talloni d’Achille su cui puntare per lo sviluppo di nuovi farmaci.


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Carlo Verdelli
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