PSG-Napoli 2-2: azzurri belli e beffati, Di Maria li agguanta al 93′



PARIGI –  La freccia scoccata da Angel Di Maria è un colpo al cuore per un Napoli praticamente perfetto. L’Europa degli azzurri poteva assumere toni esaltanti sotto l’Arco di Trionfo, la squadra che lascia il Parco dei Principi portandosi a casa un punto allo stesso tempo così amaro e prezioso ha sicuramente assorbito una lezione importante. Questo Napoli, modellato con pazienza dalle mani sapienti di Carlo Ancelotti, può giocare alla pari con tutti. Lo aveva dimostrato con il Liverpool, lo ha ribadito nella notte parigina. Tornare in patria con un 2-2 e scuotere la testa vuol dire aver già fatto il primo passo verso una mentalità nuova. Non solo tattica, ma anche tantissima abnegazione: negli strappi rabbiosi di un Allan così grande da stropicciarsi gli occhi, nella maturità di Insigne – finché la salute glielo ha permesso – e nella diligenza di Callejon, soldato ideale per qualsiasi generale. Ma anche nella presenza, tecnica e di personalità, di un sontuoso Fabian Ruiz. C’è tantissimo Napoli nella notte del PSG, ma poi c’è anche da fare i conti con il talento di una squadra a tratti scollata e disordinata ma capace di pescare dal cilindro la rete che fa masticare amaro chi, fino a 120 secondi dalla fine, aveva creduto a un’altra impresa.

PARTENZA DIFFICILE, POI SOLO NAPOLI – Soffrire la prima sfuriata del PSG è nell’ordine delle cose, e il Napoli in avvio deve ringraziare la scarsa intesa tra Cavani e Neymar, che fanno lo stesso movimento sulla splendida azione di Mbappé sulla destra: l’uruguaiano finisce per calciare il tallone del brasiliano graziando Ospina. I due combinano bene qualche minuto più tardi ma il grande ex di giornata sbaglia la mira al volo col mancino. Il quarto d’ora iniziale è complesso per gli azzurri, la manovra non scorre fluida come dovrebbe e a centrocampo Rabiot giganteggia. Neymar profondo per Mbappé che serve involontariamente Cavani, Ospina respinge. Il gol del PSG sembra dietro l’angolo ma il Napoli non solo non si sfalda, ma si ritrova. Il palleggio diventa improvvisamente efficace, la pressione alta disinnesca la costruzione dal basso dei campioni di Francia, decisamente poco qualitativa. Marquinhos e Kimpembe faticano, Di Maria deve spesso abbassarsi sulla stessa linea di Verratti e Rabiot andando a creare solamente problemi sullo stretto. Salgono in cattedra Allan e Fabian Ruiz, quest’ultimo utilizzato nella stessa posizione ibrida già vista contro il Liverpool: il Napoli difende con il 4-4-2 e imposta con i tre dietro, lasciando le corsie a Callejon e Mario Rui con Maksimovic che si affianca ai due centrali. Il terzino portoghese pennella da sinistra per il taglio di Mertens al 24′, il belga è sfortunato e colpisce in pieno la traversa. Ma la pressione azzurra è efficace, Hamsik libera al tiro Callejon, lo spagnolo fa soltanto il solletico ad Areola. Il portiere capitola qualche istante più tardi. Ancora Callejon protagonista, stavolta da assistman, con un filtrante che aggira Kimpembe. Insigne sfila alle spalle della difesa, pallonetto sull’uscita dell’estremo francese e corsa a perdifiato sotto il settore ospiti.

AGGIUSTAMENTI PARIGINI – Il finale di primo tempo è un botta e risposta. Mertens raccoglie un regalo di Di Maria e innesca subito Insigne che sbaglia la mira col destro al volo, Mbappé dall’altra parte brucia tutti ma è poco freddo quando c’è da calciare a rete, prendendo in pieno Areola. La coda della frazione lascia un velo di amarezza al Napoli, perché Insigne riceve un colpo allo sterno ed esce in sofferenza, trovandosi poi costretto ad alzare bandiera bianca nella ripresa. Al rientro in campo tocca a Kehrer al posto di Bernat, Tuchel ridisegna i suoi: nel primo tempo era stato quasi difficile capire il modulo, tra l’indolenza di un Neymar che vuole palla in mezzo al campo e gli adattamenti di Di Maria, un po’ mezz’ala, un po’ esterno, quasi mai puntuale. Si passa alla difesa a 3, “el Fideo” va a tutta fascia a sinistra con Meunier sul fronte opposto, i tre davanti a fare quello che vogliono. Soprattutto, a ricevere tra le linee del Napoli. Hamsik non ha ancora le abitudini di un vero e proprio riferimento davanti alla difesa, galleggia, talvolta sbanda. E con lui gli azzurri, che rischiano sulle conclusioni di Neymar e Meunier, trattenendo il respiro su un contatto Mario Rui-Cavani. Insigne lascia spazio a Zielinski, entrato troppo a freddo per incidere da subito. Si supera il quarto d’ora e il PSG impatta. Mbappé solissimo ai 20 metri apre per Meunier, cross di prima intenzione, Mario Rui in scivolata per l’autogol.

FINALE DA BRIVIDI – Il Napoli cerca di dare qualche segnale, mentre Fabian Ruiz si muove alle spalle di Mertens e Zielinski rileva i compiti dell’ex Betis. I rari affondi di Neymar non fanno male, il brasiliano vuole il pallone tra i piedi ma raramente coglie l’attimo giusto per disfarsene, al contrario di Mbappé, che quando parte è un proiettile difficile da contenere per chiunque. Quasi dal nulla, poco dopo la mezz’ora, gli azzurri trovano il gol che pare la realizzazione del sogno. Fabian Ruiz conclude da fuori area e sarebbe un sinistro trascurabile se non fosse per la respinta di Marquinhos. Il pallone rimane lì, a fluttuare in quella porzione di campo dove il gol è all’ordine del giorno. Mertens ha un riflesso felino, stende la gamba e colpisce, cogliendo di sorpresa Areola e uno stadio intero. Il belga avrebbe anche la chance del tris ma riesce soltanto a sfiorare il cross di Mario Rui, dando modo al portiere di salvarsi. Si entra nei cinque minuti di recupero, a Di Maria ne bastano tre per prendere la mira dal limite dell’area e trovare l’angolo più lontano. Il 2-2 è prezioso, perché tra due settimane toccherà al PSG andare a Napoli e la banda Ancelotti mantiene una lunghezza di vantaggio in classifica. Eppure sarebbe bastato un pizzico di fortuna in più per assaporare la notte perfetta.

PSG-NAPOLI 2-2 (0-1)
PSG (4-3-3): Areola; Meunier, Marquinhos, Kimpembe, Bernat (1′ st Kehrer); Verratti (38′ st Diaby), Rabiot, Di Maria; Mbappé, Cavani (31′ st Draxler), Neymar. All.: Tuchel
Napoli (4-4-2): Ospina; Maksimovic, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Callejon (42′ st Rog), Allan, Hamsik, Fabian Ruiz; Mertens (40′ st Milik), Insigne (8′ st Zielinski). All.: Ancelotti
Arbitro: Zwayer (GER)
Reti: 29′ pt Insigne, 16′ st aut. Mario Rui, 32′ st Mertens, 48′ st Di Maria
Ammoniti: Marquinhos, Mario Rui, Draxler, Callejon, Mertens
Recupero: 2′ e 5′


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