Quindici anni su Marte, ma il rover Opportunity festeggia in silenzio


SECONDO il tempo terrestre, sono 15 anni che il rover Opportunity è su Marte. Era il 25 gennaio 2004 quando la Nasa lo spedì per esplorare il pianeta rosso, quando ancora sembrava davvero lontano, insieme al suo gemello Spirit partito tre settimane prima ma rimasto insabbiato nel 2010. Nel 2010 “Oppy” ha invece battuto il record di raccolta dati superando la sonda Viking 1, attiva su Marte per più di sei anni.

Lo scorso anno però la battuta d’arresto: a giugno una tempesta di polvere ha fermato Opportunity interrompendo il segnale per giorni e ancora oggi l’Agenzia spaziale americana sta cercando di ristabilire il contatto.

Le probabilità, però, si affievoliscono ogni giorno di più, spiega John Callas, project manager della missione al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. Anche se il ”bottino” conquistato da Opportunity in questi anni di esplorazione è un patrimonio di dati e informazioni che ancora oggi viene studiato per capire quanto il pianeta rosso sia alla nostra portata. Come sottolinea Callas: “Quindici anni sulla superficie di Marte sono una testimonianza non solo di una magnifica macchina di esplorazione, ma del gruppo che si è dedicato al rover e che ci ha permesso di espandere le nostre scoperte”.

L’ultima comunicazione di Opportunity con la Terra risale infatti al 10 giugno 2018, quando i venti di Marte si sono sollevati al punto da oscurare il Sole e il rover, che funziona a energia solare, non ha potuto ricaricare le batterie. Due mesi fa la Nasa ha inviato Insight, la nuova sonda con strumenti scientifici all’avanguardia che raccoglierà l’eredità di Opportunity


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Mario Calabresi
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