Roma, ecco Fonseca: “Sono convinto, qualcosa la vinceremo”


ROMA – “Voglio una squadra ambiziosa e motivata, che renda orgogliosa i tifosi e che ritorni subito a giocare in Champions League”. Paulo Fonseca nella sua nuova Roma ci crede davvero. Ci ha creduto fin dall’inizio, mentre Conte e Gasperini rispondevano picche alle offerte giallorosse lui ha accettato perfino di ridursi l’ingaggio pur di venire nella Capitale. Il tecnico portoghese, che si è presentato oggi pomeriggio in conferenza stampa seduto accanto al ds Petrachi, è l’ottavo allenatore dell’era americana e arriva dopo l’avvicendamento tra Eusebio Di Francesco e Claudio Ranieri. A lui è stata affidata la ricostruzione post bellica dopo la stagione dei fallimenti culminata con il mediocre sesto posto (a 24 punti dalla Juventus). A lui spetterà soprattutto il duro compito di riportare entusiasmo in una piazza ancora incredula per gli addii di Totti e De Rossi. Più di ogni altra cosa, però, Fonseca dovrà fare in fretta per superare le difficoltà di ambientamento al calcio italiano, uno scoglio sul quale, nel corso della storia, si sono infranti i sogni e le promesse di tanti allenatori stranieri.

Come immagina la sua Roma?
“Non sarà la mia Roma, ma di tutti. Sono molto motivato, vogliamo costruire una squadra ambiziosa e che renda orgogliosi i tifosi”.
Lei ha avuto modo di giocare contro la Roma. Che ricordo ha dell’Olimpico e del tifo romanista?
“Ovviamente non ho un bel ricordo di quella serata, perché la mia squadra fu eliminata, ma fu sufficiente per capire l’aria che si respirava quel giorno. Mi piacerebbe cercare di motivare i tifosi per dare una spinta all’ambiente che io, purtroppo, ho subìto quel giorno”.
Qual è l’incidenza che potrà avere sul mercato? Perché avete scelto Pau Lopez come portiere?
“Stiamo lavorando intensamente per costruire una squadra forte. Stiamo agendo con criterio ponderando le scelte. Fino ad ora sono stati già perfezionati 3 acquisti: Diawara, Spinazzola e Pau Lopez. Quando ci saranno novità le diremo. Stiamo cercando quei profili che possano portare qualità e rafforzare la squadra”.
Higuain può essere il profilo giusto per l’attacco?
“Sono in totale sintonia con quanto detto da Petrachi. Non voglio però parlare di giocatori che non sono della Roma. È giusto parlare di chi è presente in questo momento”.
Quali sono gli obiettivi che le ha dato Pallotta?
“Il presidente Pallotta non mi ha posto obiettivi. Dobbiamo tornare subito in Champions, ma sarà importante costruire una squadra, forte, ambiziosa e coraggiosa. Non sarà sempre possibile vincere, ma quello che dobbiamo fare è rendere comunque orgogliosi i tifosi. Solo così potremmo avvicinarci alla vittoria. Ho due anni di contratto e sono convinto che potremo vincere una competizione. Ne sono convinto”.
Quali sono le situazioni di Dzeko e Zaniolo?
“Parto da Zaniolo. É un calciatore di grande talento, nel quale crediamo molto. Quello che sto per dire vale per tutti: c’è il presente e il futuro. Ogni giocatore deve dimostrare in ogni allenamento di meritare il posto in squadra. Io ho fiducia in lui e nella squadra, credo che si potranno fare grandi cose con questa squadra e questo talento. Conta il futuro e conta costruire qualcosa con chi mette i propri interessi dietro a quelli della squadra, questo è l’unico modo per vincere. A proposito di Dzeko: non ho ancora parlato con lui. So che il ds ci ha parlato. Io voglio che restino qui solamente i giocatori  felici, motivati e che hanno voglia di lottare per la Roma. È una condizione fondamentale quella di avere calciatori motivati e dediti alla causa del club”.
Sarà una Roma rinnovata e che ha perso due suoi simboli. Rimangono ora Florenzi e Pellegrini, in che ruoli li vede?
“Li conosco molto bene dal punto di vista tecnico, ma voglio conoscerli anche dal punto di vista caratteriale, capire che uomini sono. Questo discorso della personalità vale per tutti. Per quanto riguarda i ruoli li valuteremo in seguito. Con gli allenamenti mi renderò conto quale sarà il loro ruolo in campo. Per chiudere: esigerò molte cose dai giocatori, quello che conta però è anche il livello di esigenza che il calciatore pone sulle proprie spalle e su quelle di un compagno. Questo vuol dire essere leader e capitano. Spero che i miei giocatori abbiano sempre un esigenza molto alta nei loro confronti”.
Domanda per Petrachi: Florenzi e Zaniolo possono partire?
“Oggi è la giornata del mister, è giusto che lui risponda alle domande di campo. È inopportuno parlare di mercato. Parlare di singoli non è corretto, soprattutto perché oggi è la giornata di Fonseca. Quando parleremo di mercato lo farò io in prima persona”.
Lei è venuto qui solo per fare un’esperienza in un campionato straniero o pensa di poter vincere realmente qualcosa con la Roma?
“Sono qui perché ho la convinzione di poter elevare la Roma ad un livello successivo. Il campionato italiano è difficile e molto tattico, ed è uno dei motivi per cui sono qui in Italia. Ritengo che insieme possiamo costruire qualcosa di speciale, non faccio le mie scelte su basi economiche, ma su sensazioni e feeling. Quando ho parlato con Petrachi non ho esitato in nessun momento, non ho avuto nessun dubbio. E’ con questa convinzione che sono qui e domani inizierò a lavorare, perché voglio costruire qualcosa di speciale”.
Ha già in testa un sistema di gioco per la sua squadra? Per quanto riguarda la fase difensiva, lei sa benissimo che in Italia è fondamentale. Cosa ne pensa?
“Il sistema di gioco non è importante, quello che conta è la dinamica di squadra. Se avete visto le mie squadre, vi siete accorti che sono molto dinamiche. Gli ordini del tecnico sono fondamentali, ma poi contano le caratteristiche dei giocatori. La rosa attuale della Roma rispecchia i miei ideali di gioco. Certo, la fase difensiva in Italia è fondamentale, cercheremo di curarla. Dovremmo difendere bene ma non essere troppo difensivi. Il miglior modo per difendere è quello di tenere sempre il pallone. Quello che conta davvero è l’intensità, la squadra deve esser intensa in ogni momento di gioco, sempre garantendo stabilità difensiva. Se riusciremo in questo, possiamo avvicinarci al traguardo della vittoria. Dico di più: il gioco ormai è diventato strategico, ci sarà bisogno di studiare in modo approfondito gli avversari e preparare la squadra dal punto di vista strategico. La mia squadra giocherà in maniera strategica per poter battere l’avversario”.
Florenzi sarà capitano?
“Florenzi era il capitano, ma lo analizzeremo. La probabilità che continuerà ad esserlo è comunque molto elevata”.
Lei è l’ottavo allenatore della gestione americana. Perché gli altri hanno fallito? La spaventa questo fatto?
“Non mi spaventa nulla, la paura non la conosco. Non mi piace parlare di  me stesso, deve parlare il campo. Se faremo i risultati vedrete chi sono. Quindi spero che tutti possiate conoscermi attraverso i risultati”.
Pastore e Perotti rientrano nei suoi piani?
“Se loro sono qui vuol dire che ci conto. Credo che possano essere utili. Sono giocatori di qualità, ma vale il discorso fatto per Zaniolo: devono dimostrare di essere all’altezza”.
Che tipo di rapporto ha con Petrachi? Ha fatto richieste precise sui giocatori o individua le necessità della rosa? Qual’è il suo attaccante ideale?
“L’attaccante ideale è quello che fa gol. Tra me il direttore c’è già un ottimo rapporto. Ci sono due tipi di scenari: o Gianluca (Petrachi, ndr) mi propone un calciatore e io lo analizzo, o il contrario. Nel mercato poi ci sono anche questioni economiche, ma insieme stiamo cercando le opzioni migliori per migliorare questa squadra”
 


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