Rugby, l’Italia sfida l’Australia. Ghiraldini: ”Sarà una battaglia”


PADOVA – Mancavano 5 minuti al termine, cartellino giallo per Toby Smith: Wallabies con un uomo in meno e un solo punticino di vantaggio (28-27) sugli azzurri. A Brisbane era il 24 giugno 2017. Il sogno scivolò via, come sabbia tra le dita: prima un “giallo” anche a Steyn, poi le mete di Foley e Hodge per il definitivo 40-27 a favore dei padroni di casa. Le partite durano 80 minuti, chissà se l’Italrugby lo imparerà mai. Un anno e mezzo dopo, azzurri e Australia si ritrovano all’Euganeo di Padova (ore 15, diretta DMax dalle 14.15): i ragazzi di O’Shea reduci dal controverso successo sulla Georgia di Firenze (28-17), con quell’incerta mezz’ora finale da dimenticare; i Canguri sconfitti di misura dal Galles a Cardiff (6-9) dopo un match aspro e poco spettacolare. Tra le due squadre la distanza nel ranking mondiale non è poi così grande: gli australiani sono scesi al 7° posto, gli italiani saliti al 13°. Sul campo è tutta un’altra storia, purtroppo. E però, Leonardo Ghiraldini – confermato nel ruolo di capitano al posto dell’infortunato Parisse, che è già tornato a Parigi e salterà pure la sfida dell’Olimpico con gli All Blacks – non dà nulla per scontato. Anzi. “Sarà una battaglia, soprattutto dagli avanti”, dice. E più che una promessa, sembra una minaccia.

Ghiraldini: “Tanta difesa, e attenzione ai dettagli” – La squadra è la stessa dell’altro sabato a parte Hayward, che si riprende il posto di estremo ai danni di Sperandio. Confermata l’efficacissima terza linea fiorentina con Steyn, Negri e Polledri, poi Zanni e Budd a saltare in touche e placcare, piloni Lovotti, Ferrari) e tallonatore (Ghiraldini) che dovranno imporsi nelle mischie ordinate ma anche fare legna nei raggruppamenti. Tebaldi e Allan in regìa, i centri sono Castello e Campagnaro, triangolo allargato affidato a Bellini, Benvenuti e – appunto – Hayward. “All’Australia piace molto giocare il pallone, però sono in mischia chiusa sono diventati consistenti più consistenti che in passato. Sarà dura”, spiega il tallonatore. Lo schema di gioco è facilmente intuibile: cercare di rallentare l’ovale quando è in possesso dei Wallabies, abbassare il ritmo. “Dovremo lavorare tanto in difesa, in particolare al largo”. E ottenere il massimo dai (presumibilmente pochi) palloni a disposizione. “Non come con la Georgia, che abbiamo creato molto ma siamo stati traditi dalla frenesia di segnare”. Bisogna essere più precisi, attenti anche ai piccoli dettagli, ribadisce Ghiraldini. “Abbiamo lavorato tanti nei primi 4 giorni della settimana: siamo pronti, nessun dubbio. Loro sono forti, però anche noi abbiamo qualità in attacco. Possiamo metterli sotto pressione. E abbiamo il pubblico di Padova, che ci darà una spinta ulteriore”.

Cheika rischia il posto: “Sarà una battaglia” –  Sostiene Michael Cheika, ct australiano con un passato da allenatore proprio a Padova, che questa sia “la partita più importante del nostro tour europeo”. Bugiardo. Ma è vero che i Canguri cercano una prova finalmente convincente dal punto di vista del gioco e del risultato: 8 sconfitte negli ultimi 11 incontri, dicono in Australia che se Cheika perderà pure a Padova – eventualità abbastanza remota: Planet-Rugby, che ci azzecca sempre, dà gli ospiti vincenti con 14 punti di scarto –  dirà addio al posto. Un paio di atleti nuovi faranno di tutto per farsi notare: Petaia, diciottenne schierato all’ala (dall’altra parte c’è il 34enne Ashley-Cooper); Jake Gordon, mediano di mischia. Il ct aussie è d’accordo con Ghiraldini: “A Padova sarà una battaglia”.


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Mario Calabresi
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