Salone Libro, pace con Aie e torna di tutti gli editori – Cultura & Spettacoli


 Dopo tante contrapposizioni è “armonico e unitario” il quadro che si prospetta per le fiere italiane dell’editoria e il Salone Internazionale del Libro di Torino torna ad essere la casa di tutti gli editori italiani. A due anni dallo strappo fra Torino e Milano, l’Associazione Italiana Editori torna ora al Salone del Libro, anche se non più come socio, ma nel comitato di indirizzo.
    “Con questa decisione Aie intende contribuire a comporre in un quadro davvero armonico ed unitario il panorama delle fiere italiane dell’editoria, ciascuna con una propria identità e una precisa collocazione nel calendario”, ha spiegato il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi accettando l’invito del presidente e del direttore della Fondazione Circolo dei lettori, Giulio Biino e Maurizia Rebola. “Il fatto che sia il Salone del Libro di Torino a raccogliere gran parte dell’offerta editoriale italiana è una cosa molto positiva” dice all’ANSA il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. E fa notare che “quello che conta è l’armonia tra i vari soggetti, ma anche un minimo di razionalità nel coordinare gli eventi che promuovono l’editoria”. Il ministro ricorda anche che al suo arrivo al Mibac ha riunito tutta la filiera editoriale “attorno ad un tavolo” e ha “trovato – dice – tanta buona volontà di superare i problemi”. Certo, “c’è voluto molto coraggio, molta fatica, molta pazienza, e la capacità di guardare al futuro anche nei momenti difficili. Il tempo, finalmente, è di nuovo dalla nostra parte” sottolinea Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino che all’edizione 2019, dal 9 al 13 maggio, arriva con una nuova spinta favorevole.

Che ci siano segnali evidenti di ritrovata armonia per tutta la filiera del mondo editoriale, dopo un lungo periodo di contrapposizioni, lo dimostra la buona accoglienza che ha avuto da parte di tutti la decisione dell’Aie. E’ “una scelta che conferma quanto oggi l’annuale buchmesse torinese, superate le grandi difficoltà che ne avevano messo a rischio l’esistenza stessa, rappresenti un evento culturale atteso e di altissimo livello e, per l’editoria nazionale e internazionale, una vetrina d’eccellenza” dicono la sindaca di Torino Chiara Appendino e l’assessora comunale alla Cultura Francesca Leon.

Una decisione quella dell’Aie, “assolutamente positiva, tanto per il nostro sistema culturale quanto per il mondo editoriale, e che conclude positivamente un ciclo complesso” sottolineano il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e l’assessora regionale alla Cultura, Antonella Parigi. Lagioia ricorda che “l’anno scorso, a Torino, sono tornati i grandi gruppi editoriali, dando un fondamentale contributo a un progetto che è di tutti. Adesso, dopo Adei, fin da subito vicina al Salone, anche Aie ha deciso di condividere un progetto molto ambizioso, e la certificazione di Torino come luogo fondamentale per la civiltà del libro del nostro paese è completa”.

Nel comitato d’indirizzo in cui entra l’Aie ci saranno Comune di Torino, Regione Piemonte, associazioni di librari e biblioteche e l’Associazione degli editori indipendenti-Adei che raccoglie molti marchi che hanno combattuto per salvare il Salone. E proprio Adei che “apprende con soddisfazione che, dopo qualche indecisione e una lunga attesa, anche l’Aie ha accettato di far parte del comitato di indirizzo del Salone Internazionale del libro di Torino”, non nasconde, attraverso le parole del presidente Marco Zapparoli, che da Aie si aspetta “prima di tutto il rispetto profondo di questo lavoro e di questa impostazione. E il rispetto dello spazio che oggi ha l’editoria indipendente a Torino”. “Il Salone – aggiunge Zapparoli – non è stato messo a rischio da una guerra, che non c’è stata, ma dall’incapacità di Aie di riconoscerne il valore a suo tempo.

Organizzare a Milano una Fiera nello stesso periodo è stato un errore, non ce n’era bisogno, ed è stato disgregante”. Il ministro Bonisoli fa presente che “c’è spazio per tutti. Ripeto, è un problema di razionalità e coordinamento”. E della nuova fiera del libro milanese, nel 2020, che sarà dedicata ai Millenials e all’innovazione, il ministro dice: “E’ una buona idea andare a lavorare su aspetti evolutivi dell’editoria”.
 
   




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